Smog cancellato con un colpo di legge
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fonte:
- Il Giorno
– MILANO – FORMALMENTE va avanti, ma in pratica è già "defunta". Colpo di scena nell’ inchiesta sullo smog che vede tra gli indagati il presidente della Lombardia Roberto Formigoni. E’ l’ indagine per la quale alcuni protagonisti della "P3" si diedero da fare per conoscerne in anticipo gli esiti. Ora sembra possano stare tranquilli. Un decreto legislativo emanato di recente dal Governo ha di fatto (e di diritto) abrogato tutte le norme che regolavano il settore, comprese quelle alla base dell’ ipotesi di reato che la procura contesta anche al presidente della Provincia Guido Podestà e al sindaco Letizia Moratti: non aver fatto il "dovuto" per evitare "emissioni pericolose" e gli altissimi livelli di inquinamento registrati sul nostro territorio. Col nuovo decreto legislativo, emanato in attuazione delle direttive europee, quel "dovuto" è stato con un tratto di penna cancellato e sostituito da altre regole che naturalmente varranno solo per il futuro. Sul passato, chi ha dato ha dato… tenendo conto, fra l’ altro, che nel processo penale si applica sempre la normativa più favorevole all’ imputato. Grazie dunque al decreto legislativo n.155, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 15 settembre, i vertici delle istituzioni milanesi e lombarde dovrebbero cavarsela in sede giudiziaria senza colpo ferire. L’ indagine, affidata al procuratore aggiunto Nicola Cerrato e al pm Giulio Benedetti, era nata da un esposto del Codacons per i ripetuti superamenti della soglia delle Pm10, polveri sottili inquinanti. Ben 91 all’ anno in media a partire dal 2002 – secondo l’ esposto – quando le direttive dell’ Unione europea ne tollerano 35 al massimo. La procura stava cercando di accertare se gli enti territoriali avessero fatto almeno il possibile per limitare l’ inquinamento. E per provare a capirlo, a luglio i magistrati hanno conferito una gigantesca consulenza tecnica (172 documenti offerti alla valutazione dei periti) a due professori del Politecnico e a un epidemiologo dell’ Asl. Consulenza prevedibilmente costosa e che ora potrebbe rivelarsi quasi inutile. AGLI ESPERTI la procura ha chiesto di accertare quante volte per ciascun anno dal 2004 al 2009 siano stati superati a Milano i valori limite dell’ inquinamento, quali fattori non solo di conformazione geografica ma anche di organizzazione (per esempio il traffico o la combustione delle caldaie) incidano sulla qualità dell’ aria, e se le misure adottate dagli enti locali siano state efficaci. Peccato che le misure da adottare all’ epoca ora non siano più previste come dovute.
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- Rassegna Stampa
