16 Novembre 2010

Riflessioni sui facili guadagni

Riflessioni sui facili guadagni
 

Domenica a Report abbiamo assistito ad un altro teatrino che vede coinvolti i vari presidenti dell’ Antitrust. Ci siamo vergognati e non poco ascoltando le loro retribuzioni, mentre in altre occasioni abbiamo letto e sentito i dati della Caritas che parlavano di otto milioni trecentosettantamila poveri in Italia a cui vanno aggiunti i quasi poveri che portano ad un totale di 1 terzo della popolazione italiana. Ebbene stipendi da 3-4-500.000 euro all’ anno ci fanno balzare sulla sedia e quando poi sentiamo dipendenti che da cinque anni non hanno incarichi di lavoro, allora veramente ci viene voglia di gridare: Basta!! Ma a chi lo andiamo a gridare? Quando poi una certa Ruby percepisce cifre iperboliche per la sua apparizione per una sera in un noto night club, allora abbiamo messa la ciliegina sulla torta. Rivolgiamo da queste poche righe un invito alla stampa: "Non riprendete più e non trasmettete più immagini del genere; non pubblicizzate più queste cose. Noi non ne possiamo più dei facili guadagni degli altri mentre noi nel quotidiano cerchiamo il supermercato che offra prodotti a 10 centesimi in meno. E’ vero le notizie devono essere riportate e non vogliamo limitare la libertá di stampa, ma se non fossero date certe notizie, esse non farebbero notizia e non accrescerebbero i facili guadagni di nessuno. Non ci interessa né delle auto di cui qualcuno si serve, né dei guadagni, né delle serate prezzolate, né delle compagnie. Ci interessano le pensioni basse, ci interessa la gente arrampicata sulle gru, ci interessano i tanti cassintegrati, ci interessano quegli italiani compresi nel terzo che sono considerati poveri o quasi poveri e per i quali nessuno fa niente. * presidente Codacons Campania.

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