“Possibili i rimborsi, se non c’ è beneficio”
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fonte:
- Libertà
I cittadini cominciano a farsi avanti: da Piacenza e dalla provincia stanno arrivando al Codacons decine di telefonate, dopo che due sentenze "hanno condannato il Consorzio di Bonifica a rimborsare imposte chieste e riscosse – precisa un comunicato dell’ associazione di tutela dei consumatori – senza averne diritto". La prima sentenza ha visto trionfare le ragioni dell’ amministrazione provinciale di Piacenza, nel maggio scorso (rimborso da parte del Consorzio di tributi versati per 40mila euro più interessi, e le spese legali), la seconda è di pochi giorni fa ed è andata a favore dell’ ex sindaco di Ferriere, oggi capogruppo in Consiglio provinciale, l’ Udc Bruno Ferrari (dal Consorzio 2.500 euro per contributri versati in 10 anni, più interessi e spese processuali). "L’ attività del Consorzio non recava e non reca benefici di alcun genere – riporta il comunicato, citando le sentenze – poichè per imporre un contributo di bonifica occorre che un immobile riceva direttamente e specificamente un vantaggio fondiario, mancando il quale è illegittima la pretesa consortile". Per analoghe ragioni è in corso una seconda causa, da parte della Provincia, con l’ allora Consorzio di Bonifica di Levante, nella quale chiede un rimborso di circa 8.500 euro, per tributi versati nel decennio 1990-99. «Privati cittadini stanno iniziando a chiamarci per sapere come muoversi – rileva l’ avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale Codacons – Già decine, da Piacenza e dalla provincia, le richieste in relazione a tributi versati al Consorzio per terreni e abitazioni». Ed ecco come si muove l’ associazione: «Chiediamo in primo luogo i documenti necessari, poi dal Consorzio la documentazione dell’ attività fatta nel periodo per dare beneficio a quel determinato lotto di terreno o a quella casa. Fino a una decina di anni fa – ricorda il legale – il contributo era dovuto comunque, poi è passato il principio di giurisprudenza per cui pago solo se ho beneficio». Possibile, quindi, "recuperare" quanto versato nel passato se non c’ è stato "beneficio", con un’ Azione collettiva, una sorta di Class action. «Quando qualcuno si rivolge a noi – continua Barbieri – facciamo una prima verifica gratuitamente, e quando arriva la documentazione diamo un primo parere, una valutazione, sempre gratis. Se poi la persona decide di andare avanti vengono quantificati i costi, ma – conclude – non è vincolata a noi, può continuare la sua strada da sola rivolgendosi anche a un legale privato».
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