9 Novembre 2010

Califano e la richiesta di sussidi “La Regione Lazio può aiutarlo”

MILANO – «Sono a letto con le vertebre rotte fermo da quattro mesi. Non ho nulla di intestato, nè la casa nè un box nè qualsiasi cosa che possa sostenermi in futuro. Una tomba non me la posso comprare. Prevedo un futuro non roseo». In concerto Franco Califano, nato a Tripoli il 14 settembre 1938, durante un concerto a Roma nel 2009. «Prevedo un futuro non roseo» Rincara la dose Califano al TG1 confermando quanto aveva dichiarato ieri al Corriere e ribadendo la sua volontà di chiedere aiuto allo stato attraverso la legge Bacchelli. Reazioni e polemiche: c’ è chi considera Califano una cicala che chiede tardivo aiuto alla formica e chi invece, oltre alla solidarietà, offre un aiuto concreto. A esprimersi in questo senso il presidente della Regione Lazio Renata Polverini: «La Regione ha delle forme per intervenire su persone in difficoltà. Califano è un cittadino che fa parte del nostro contesto territoriale e quindi se ci sarà bisogno di intervenire lo faremo». Di segno opposto la reazione del Codacons il cui presidente Carlo Rienzi, dopo aver ricordato i 20mila euro all’ anno percepiti da Califano come diritti d’ autore, argomenta così: «Se pensiamo che in Italia il 71,9% delle pensioni non supera i 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) e che quasi un pensionato su due (45,9%) vive addirittura con meno di 500 euro al mese (meno di 6.000 euro annui), direi che il Sig. Califano non se la passa certo male». Argomento ricorrente anche nei numerosi commenti pervenuti su Corriere.it. La linea è netta: politici e colleghi a favore del sussidio a Califano, gran parte della gente comune, che si esprime attraverso i canali interattivi del web, contraria. «Qui deve prevalere la pietas cristiana – dichiara Simona Ventura che ospitò per una stagione Califano nella sua Music Farm -. Conoscendo bene Franco e il suo orgoglio ritengo che se lancia un appello del genere ha sicuramente le sue ragioni. Certamente ci troviamo di fronte a un personaggio che non è stato previdente e ha condotto una vita sopra le righe senza farsi mancare nulla. Ma il percorso che lo ha portato a questa condizione non ci riguarda. Mi viene in mente il calciatore George Best morto di cirrosi e povero dopo essersi giocato tutto con le donne e con l’ alcol. Mi affeziono a tutti i personaggi che vengono all’ Isola o alla Farm, li vivo come membri di una famiglia allargata, mi sembra giusto aiutarli. Il fatto che lui sia stato un cantante maledetto non cambia la mia valutazione. Califfo poi non sta chiedendo l’ elemosina, ma l’ applicazione di una legge dello Stato». «Una ragazza è uscita dal coma ascoltando "Minuetto" – commenta Giuseppe Povia, personaggio che nelle sue canzoni avversa ogni forma di trasgressione – e questo mi pare già un grande merito e un’ ottima ragione per aiutarlo». Il senatore Antonio Gentile, del Pdl, si associa alla richiesta partita dal collega Domenico Gramazio: «Chiedo al ministro Bondi di proporre la concessione del vitalizio a Franco Califano: si tratta di un artista straordinario, una sorta di poeta di borgata autore di capolavori». E aggiunge: «Mi auguro anche che le case discografiche possano promuovere raccolte dei suoi successi cantati da tutte le grandi star dell a musica italiana per aiutarlo concretamente. Sul piano artistico Califano è stato ed è un grande autore e spero che il ministro Bondi accolga la proposta». Marco Mastracci, l’ avvocato di Califano, ridimensiona in qualche modo le dichiarazioni del suo assistito: «Hanno esagerato, sta poco bene e ora è in via di miglioramento. Più che altro si trova in difficoltà emotiva, ma sicuramente non ci sono le condizioni per chiedere la legge Bacchelli». «E’ vero – aggiunge Mastracci – che è caduto e si è rotto tre vertebre e quindi non può lavorare, però ha tanti amici che gli stanno dando una mano, soprattutto per far fronte alle sue necessità primarie». Per Mastracci «Califano sicuramente non si trova per strada». Ma poi lo stesso legale fornisce un dettaglio in più: a Califano spetterebbero dalla Siae, per i diritti delle sue canzoni, 44mila euro all’ anno. Ma 24mila euro di questi sono pignorati da una ex moglie dell’ artista, lasciandone 20mila al musicista.
 

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