6 Novembre 2010

Prove generali di nucleare. L’ Italia sogna l’ atomo e intanto scalda i muscoli.

Prove generali di nucleare. L’ Italia sogna l’ atomo e intanto scalda i muscoli. Arriva l’ Agenzia per la sicurezza nucleare. La guiderà l’ oncologo Umberto Veronesi che si dimetterà da senatore. Lo affiancheranno quattro consiglieri. Obiettivo: il ritorno dell’ energia fredda. L’ organismo, le cui nomine sono state attese per mesi soprattutto a causa del ritardo accumulato nel periodo di interim dopo le dimissioni dell’ ex ministro dello Sviluppo economico, Scajola, dovrà innanzitutto occuparsi della scelta dei siti per i nuovi impianti. La localizzazione delle centrali e l’ individuazione del deposito per raccogliere le scorie radioattive rientrano infatti tra i compiti essenziali del nuovo organismo, a cui è affidato anche il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’ attività. Mansioni che per i consiglieri potrebbero tramutarsi in pesanti incombenze, vista l’ accoglienza tutt’ altro che calorosa finora riservata dagli enti locali al progetto di ritorno all’ atomo. Accanto a Veronesi «orgoglioso di questa fiducia nei suoi confronti» siederanno nel consiglio dell’ Agenzia scienziati esperti del settore e alti dirigenti ministeriali. In quota ministero dello Sviluppo sono stati nominati Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari. Il ministero dell’ Ambiente ha invece indicato Michele Corradino (capo di gabinetto del dicastero) e Stefano Dambruoso (magistrato, capo dell’ ufficio per il coordinamento dell’ attività internazionale del ministero della Giustizia). Ma è soprattutto sul nome del presidente che si è scatenata la polemica. Il più accanito è il Codacons che annuncia di voler ricorrere al Tar del Lazio contro Veronesi, colpevole, a dire dell’ associazione, di aver «omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’ installazione di centrali nel nostro Paese». Critico anche Ermete Realacci (Pd), che giudica la nomina dell’ oncologo «un bluff per simulare la partenza di un piano fallimentare su cui già grava un pesante ritardo». Alla definizione dell’ Agenzia brindano invece le associazioni e le aziende di settore. Per l’ Enel la nomina «conferma la volontà di procedere in un grande progetto per il Paese» e così, gli fa eco il presidente dell’ Associazione italiana nucleare Enzo Gatta, «prende finalmente avvio il programma nucleare italiano». Molti però sono i provvedimenti da prendere per vedere l’ apertura del primo cantiere. Prima di tutto occorrerà aspettare i pareri delle competenti commissioni parlamentari e quindi la nomina ufficiale dei membri dell’ Agenzia attraverso un decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Per il funzionamento dell’ Agenzia, sarà necessario varare il relativo regolamento, in modo che l’ organismo possa iniziare a operare. Non solo: il ritorno all’ atomo potrà avvenire soltanto dopo l’ approvazione della Strategia nucleare italiana. Si tratta di una sorta di documento programmatico, che delinea gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza. Per quanto riguarda, infine, la realizzazione vera e propria di una centrale saranno necessarie delibere Cipe sia sulle tipologie tecniche che per l’ individuazione dei criteri per la costruzione di consorzi per la costruzione e l’ esercizio degli impianti. Un discorso a parte merita poi la scelta dei siti sia per le centrali che per il deposito delle scorie, capitolo regolato da norme ad hoc. Per sapere quali saranno i luoghi in cui sorgeranno le centrali ci vorrà ancora tempo: secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia, il primo cantiere verrà aperto all’ inizio del 2014 mentre l’ avvio delle prime unità avverrà prima del 2020. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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