7 Novembre 2010

“INFRANGONO le leggi, una su tutte quella della privacy”.

«INFRANGONO le leggi, una su tutte quella della privacy». Nella deuncia del Codacons se da un lato le banche fanno il loro, al resto ci pensano «le società di recupero crediti. Utilizzano metodi camorristici. E’ proprio così che stanno le cose. Perché agendo come agiscono tolgono alle persone anche la minima speranza di poter risolvere i problemi». Lo sfogo di Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena, dipende dal fatto che se un tempo l’ associazione si occupava dei classici problemi dei consumatori (dagli autovelox alle truffe) oggi le richieste somigliano sempre più a quelle che un tempo si trovava ad affrontare la Caritas. Sintomo di una situazione fuori controllo. Nei fascicoli del suo ufficio Galli ha accumulato «casi incredibili. Gente che ha dei debiti e trova al mattino degli avvisi dove si invita a estirparli. Così, in bella vista. Alla faccia della privacy. Oppure telefonate anche nel bel mezzo della notte dove viene rivolto lo stesso invito. Abbiamo avuto anche un episodio dove le società di recupero crediti telefonavano al vicino di casa affinché parlasse all’ indebitato». L’ appello lanciato dall’ associazione dei consumatori è lo stesso di sollevato pubblicamente qualche settimana fa: «Chiedo un incontro al prefetto – spiega Galli – perché si istituisca un fondo di solidarietà controllato direttamente dalla prefettura e non da consiglieri o vicepresidenti vari. Un fondo dove magari le banche donino lo 0,3% del proprio denaro per aiutare i cittadini travolti dalla crisi. Basti pensare che gli istituti di credito utilizzano lo 0,5% per le promozioni». Dato il tema Galli affronta anche il capitolo welfare: «Pensate solo al tanto discusso telo di Paladino. Non si poteva coprire la Ghirlandina con un telo da 5mila euro e destinare le altre decine di migliaia di euro ai cittadini in difficoltà?». NEL MENTRE da piazza Grande arriva la notizia che «aumenta nel 2010 il numero di famiglie che hanno richiesto e ottenuto dal Comune la Family Card, nata per creare una rete di esercizi e servizi che offrano sconti e agevolazioni ai nuclei numerosi. Se nella prima edizione, nel 2007, ne avevano usufruito 983 famiglie, l’ anno scorso il numero era già salito a 1182. Quest’ anno, invece, al 28 ottobre, quelle consegnate dall’ assessorato alle Politiche economiche sono già 1249, così suddivise: 774 a famiglie con almeno 3 figli minori conviventi e 475 a nuclei con meno di 3 figli ma con difficoltà legate alla perdita o alla sospensione del lavoro. Questi ultimi sono ammessi da quest’ anno perché – termina il Comune – colpiti dalla crisi economica, in quanto cassaintegrati (129 casi), disoccupati (321 casi), in mobilità (25 casi)». Francesco Vecchi.
 

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