Nucleare, si riparte da Veronesi
ROMA L’ Italia scalda i motori per il ritorno al nucleare. Con la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell’ Agenzia nucleare, e con la definizione degli altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, parte di fatto l’ iter per il rientro dell’ atomo all’ interno dei confini nazionali. Saranno quattro le centrali nucleari che, nei piani del governo, riporteranno l’ Italia sulla strada dell’ atomo entro il 2020, cioè a 33 anni dal referendum che escluse il nostro Paese da questa fonte di energia. La localizzazione delle centrali e l’ individuazione del deposito per raccogliere le scorie radioattive rientrano infatti tra i compiti essenziali del nuovo organismo, a cui è affidato anche il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’ attività. Mansioni che per i consiglieri potrebbero tramutarsi in pesanti incombenze, vista l’ accoglienza tutt’ altro che calorosa finora riservata dagli enti locali al progetto di ritorno all’ atomo. Accanto a Veronesi siederanno nel consiglio dell’ Agenzia scienziati esperti del settore e alti dirigenti ministeriali. In quota ministero dello Sviluppo economico sono stati nominati Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari. Il ministero dell’ Ambiente ha invece indicato Michele Corradino (capo di gabinetto del dicastero) e Stefano Dambruoso (magistrato). Ma è soprattutto sul nome del presidente che si è scatenata la polemica. Il più accanito è il Codacons che annuncia di voler ricorrere al Tar del Lazio contro Veronesi, colpevole, a dire dell’ associazione, di aver «omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’ installazione di centrali nel nostro Paese».
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