Bondi: non ho alcuna responsabilità altrimenti sarei pronto a dimettermi
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fonte:
- Giornale di Brescia
NAPOLIForse sarà possibile recuperare gli affreschi della palestra dei gladiatori di Pompei e perfino ricostruire l’ edificio della « Schola Armaturarum», già restaurata alla fine degli anni Quaranta, ma il problema della manutenzione dei circa 1.500 edifici del sito archeologico resta aperto. Il ministro per i Beni culturali Bondi non lo nega. «Sono possibili altri crolli di edifici – dice al termine del sopralluogo – soprattutto nella parte del sito che si affaccia sulle case scoperte e non ancora restaurate». Ma alla «vergogna» di Napolitano Bondi risponde rivendicando «il grande lavoro fatto». «Se avessi la certezza di avere delle responsabilità nell’ accaduto, mi dimetterei», aggiunge. Bondi ha annunciato un piano straordinario per la manutenzione degli edifici pompeiani, l’ intenzione di costituire un gruppo di lavoro scientifico per affiancare la Sovrintendenza, retta ad interim fino al 31 dicembre prossimo da Jeannette Papadopoulos, ed ha negato che i problemi di gestione del sito archeologico più famoso del mondo si riducano alla scarsità di risorse disponibili. «Dai visitatori Pompei ricava 20-25 milioni all’ anno, ma la metà dei fondi disponibili non sono stati spesi». Il ministro rilancia l’ idea di aprire ai privati la gestione dei Beni culturali, cita l’ intervento della Fondazione Packard per gli scavi di Ercolano, e pensa ad affiancare ai Sovrintendenti «nuove figure professionali» e «nuove forme di gestione». Per l’ opposizione, per Casini e per i finiani, il crollo della «Schola Armaturarum» fotografa il fallimento della politica culturale del governo. «Pompei è la metafora del Paese di Berlusconi», attacca il segretario del Pd, che accusa l’ ex commissario Fiori di aver destinato solo il 20% dei fondi alla manutenzione. Cifre false, replica il ministro, che ribalta le percentuali di «menzogne o disinformazione». Ma dall’ ex ministro per i Beni culturali Melandri, a Fini è un unico tiro al bersaglio contro il titolare dei Beni culturali, accompagnato dalla richiesta di dimissioni. Il Codacons annuncia un esposto a Procura e Corte dei Conti, il Touring Club si dice disponibile a tenere aperta l’ area archeologica. E nel governo stesso il ministro Brunetta parla di un «necessario mea culpa». In difesa di Bondi, Capezzone parla di «sciacallaggio».
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