30 Ottobre 2010

“Torna l’ ora solare, che stress”

ROMA – PUNTUALE come una festa comandata si ripete nel fine settimana la cerimonia del ritorno all’ ora solare. Alle tre del mattino le lancette dell’ orologio saranno riportate per magia indietro di un’ ora. Recuperiamo così quei 60 minuti di riposo che avevamo perso il 26 marzo scorso, quando fu introdotta l’ ora legale. Contribuendo a risparmiare, sulla bolletta elettrica, qualcosa come 85 milioni di euro, 644 milioni di kilowattora, a tanto ammonta, secondo le stime di Terna, la riduzione dei consumi di energia negli ultimi 7 mesi in Italia. Da domani si cambia musica, arriva buio presto, un cambiamento che secondo gli esperti può accentuare un senso di ansia o depressione tra quanti non riescono ad adattarsi velocemente ai nuovi bioritmi. «Si tratta di sintomi transitori, ma non trascurabili – avverte il professor Massimo Biondi, direttore del dipartimento di scienze psichiatriche della Sapienza di Roma – dovuti a un’ alterazione del ritmo sonno-veglia, e che affliggono principalmente chi dorme poco». L’ organismo deve affrontare uno stress paragonabile al jet lag , il cambio di fuso orario che accompagna gli spostamenti alle diverse latitudini. Tra le conseguenze immediate anche la fatica ad addormentarsi, che può sfociare nell’ insonnia. IL CONFRONTO tra costi e benefici ha aperto gli occhi agli esperti, e si moltiplicano gli appelli di quanti chiedono di non ripristinare l’ ora solare in un prossimo futuro. «Sarebbe preferibile mantenere l’ ora legale tutto l’ anno – ha scritto sul British Medical Journal il ricercatore Mayer Hillman, professore emerito a Londra presso l’ Università di Westminster – questa innovazione comporterebbe vantaggi enormi per la nostra società. La luce è tutta salute. La gente sarebbe più attiva, migliorerebbe la qualità della vita e avremmo anche ricadute economiche positive». Hillman, voce autorevole del Policy Studies Institute, uno dei centri leader negli studi di impatto ambientale in Inghilterra, ritiene che prolungando d’ inverno lo stile di vita introdotto con l’ orario estivo gli inglesi avrebbero meno incidenti gravi sulle strade, la popolazione sarebbe invogliata a stare all’ aria aperta più a lungo, aumenterebbe la propensione al turismo e al divertimento, con creazione di nuovi posti di lavoro, e i giovani sarebbero meno sedentari. Ultimo, ma non meno importante, diminuirebbero le emissioni inquinanti in atmosfera. Elisabeth Garnsey, docente di ingegneria a Cambridge, da parte sua ha calcolato il guadagno ecologico: mantenendo l’ ora legale tutto l’ anno si ricorrerebbe a una minore quantità di energia, con mezzo milione di tonnellate di anidride carbonica in meno sopra le nostre teste. Anche in Italia si fa strada una nuova coscienza ecologica. Secondo un sondaggio del Codacons, gli italiani sono divisi a metà: il 50% della popolazione è favorevole e il restante 50% è contrario all’ ora legale «permanente», ma la maggioranza degli intervistati si dice comunque disposta a mantenerla tutto l’ anno evitando il fastidio dello spostamento delle lancette due volte ogni dodici mesi, e tutti i piccoli disturbi del sonno correlati al nuovo adattamento. E il pediatra Italo Farnetani, docente all’ Università di Milano Bicocca, avverte: lo stress del ritorno all’ ora solare affliggerà anche i bambini, ma il giorno di festa li aiuta a recuperare. SVEGLIARSI un’ ora dopo è però una manna per le persone con la pressione bassa, quelle che al mattino si sentono uno straccio e la sera non andrebbero mai a letto. L’ orologio biologico, per tutti, si deve sincronizzare su nuovi equilibri, ed è consigliabile spostare gradualmente l’ orario dei pasti e del riposo. Almeno fino al prossimo 27 marzo quando si ricomincia, un’ altra volta, con l’ altalena dell’ ora legale.
 

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