Minicar, allarme sicurezza Aperta un’inchiesta a Roma
-
fonte:
- Il Quotidiano
Roma, 27 ottobre 2010 – La Procura di Roma ha aperto una inchiesta sulle minicar. Il fascicolo, avviato dai pm Lina Cusano e Laura Condemi, è al momento senza ipotesi di reato o indagati. Secondo quanto si è appreso gli inquirenti mirano a verificare la presenza dei sistemi di sicurezza e le procedura di omologazione.
Gli accertamenti sono nati dopo che alcuni consulenti, in indagini su incidenti con il coinvolgimento delle minicar, hanno rilevato l’assenza di sistemi di sicurezza. Tra gli aspetti che si vogliono verificare, c’è la modalità con cui si giunge all’omologazione delle piccole quattro ruote e se le norme del codice della strada vengono rispettate dalle case produttrici. Allo stato, a piazzale Clodio, si esclude che si possa giungere a un provvedimento di sequestro o blocco della circolazione delle piccole vetture. Si potrebbe invece arrivare ad un provvedimento per implementarne la sicurezza. Il Codice della strada definisce le minicar “quadricicli”.
Possono essere guidate, in base alla legge, a partire dall’età di 14 anni, con il solo patentino, per una velocità massima di 45 Km orari. La loro potenza può però essere facilmente modificabile, portando la velocità massima a 60 e talvolta anche a 90 km/h. Secondo diverse associazioni dei consumatori il fatto di avere una carrozzeria e 4 ruote conferisce al mezzo un senso di sicurezza che è solo apparente, perché ruote freni e telaio non sono pensati per le alte velocità.
IL CODACONS – L’indagine della Procura di Roma nasce da un esposto presentato dal Codacons lo scorso aprile, quando nella capitale si verificò un incidente mortale con protagonista una ragazza di 15 anni. Lo ricorda l’associazione dei consumatori sottolineando che in quell’occasione venne chiesto alla Procura di indagare sui sistemi di sicurezza delle minicar e sui criteri di omologazione di tali autovetture, "che quando raggiungono velocità eccessive possono risultare delle vere e proprie armi fuori controllo".
"Proprio su tale fronte – prosegue il presidente del Codacons Carlo Rienzi – la Procura deve allargare il campo d’azione, disponendo il sequestro di quelle officine che, dietro pagamento, alterano i motori delle minicar, eliminando i diaframmi e consentendo a tali macchine di raggiungere velocità elevate ed estremamente pericolose, se rapportate agli strumenti di sicurezza di dotazione".
I COSTRUTTORI – "È concettualmente scorretto e fuorviante paragonare la sicurezza delle minicar, che sono ciclomotori a quattro ruote, con quella delle autovetture. I quadricicli sono veicoli che sottostanno a normative comunitarie in materia di sicurezza ed omologazione". Così, in una nota, i costruttori di minicar associati in Confindustria Ancma. "Ogni anno – precisa l’Ancma – solo lo 0,1% degli incidenti totali riguarda quadricicli. I costruttori di minicar – commenta Stefano Casalini, presidente del gruppo quadricicli di Confindustria Ancma – non accettano di rimanere sul banco degli imputati. Dietro a questi veicoli ci sono aziende serie, che investono ogni anno in ricerca e sviluppo e non, come talvolta si vorrebbe far credere, mestieranti che costruiscono giocattoli per ragazzini capricciosi”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
