Auto rubata e un anno di calvario
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fonte:
- Il Giorno
SESTO SAN GIOVANNI – «LE HO PROVATE tutte, adesso non mi resta che contattare un avvocato». E’ amareggiato Giovanni Pulerà, pensionato sestese che da un anno si trova suo malgrado coinvolto in una vicenda che per tutta la sua famiglia ha assunto contorni incredibil i: derubato dell’ auto nuova di zecca mentre si trovava all’ interno della concessionaria sestese dove si era recato per una riparazione, non vedrà un euro di risarcimento. «E nel frattempo ho dovuto comprare un’ altra macchina, sempre nella stessa struttura, perché mia moglie era malata e doveva andare spesso in ospedale». Spesa totale, 50mila euro. Non briciole per una coppia di pensionati residenti nelle case Aler. TUTTO INIZIA con una lettera datata novembre 2009 con la quale la Fiat lo informa di un difetto di fabbricazione. «Con la lettera in mano mi sono precipitato a far riparare l’ auto presso la concessionaria dove l’ avevo acquistata – racconta Pulerà – e dove, superate le prime due barriere un meccanico mi dice di lasciare l’ auto vicino all’ officina con la chiave inserita per poterla spostare se necessario». Detto, fatto. Dopo pochi minuti, però, la macchina sparisce. Rubata con destrezza in pieno giorno da qualcuno che poi si è volatilizzato, nonostante la presenza di barriere all’ ingresso e di telecamere di sicurezza, che poi si riveleranno non funzionanti. Parte la denuncia ai carabinieri di Sesto e la richiesta di risarcimento. E qui inizia il calvario della famiglia Pulerà. «La mia assicurazione si rifiuta giustamente di pagare perché avevo lasciato le chiavi inserite – prosegue il pensionato -. A quel punto mi rivolgo all’ assicurazione della concessionaria». Le precise istruzioni ricevute da un dipendente dell’ officina e il fatto che il furto si è verificato all’ interno di una proprietà privata gli fanno sperare di riuscire a recuperare almeno in parte la spesa sostenuta solo qualche mese prima. Dopo un anno di telefonate, lettere e visite ai responsabili della concessionaria, qualche giorno fa arriva il verdetto: nessun risarcimento. Quella chiave lasciata nel cruscotto e il fatto che «il veicolo sarebbe stato sottratto prima che lo stesso venisse preso in custodia dagli addetti della concessionaria», secondo la compagnia assicurativa della concessionaria fanno cadere ogni responsabilità del negozio stesso. «Eppure me l’ hanno detto loro di lasciare l’ auto lì dove l’ ho lasciata» si sfoga Pulerà, che da allora non si dà pace. «Voglio solo un po’ di giustizia, ho speso oltre 50mila euro per due macchine e vivo di pensione». «SE IL FURTO è avvenuto all’ interno dell’ area della concessionaria, questa deve pagare – spiega Marco Donzelli, presidente del Codacons, cui Pulerà si è rivolto nei mesi scorsi -. C’ è la responsabilità per custodia. Non importa che le chiavi fossero o meno inserite, ciò che conta è che l’ auto fosse stata fatta entrare». Come risolvere l’ impasse? «L’ unica soluzione è fare causa per mancata custodia. E chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali ed esistenziali».
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