9 Ottobre 2010

Pane, braccio di ferro tra contadini e fornai

 E’ ormai guerra aperta anche per il pane. Dopo che il governo, qualche settimana fa, ha consentito la produzione e vendita di pane anche agli agricoltori, i panificatori sono passati dalle parole ai fatti portando la questione davanti al Tar e all’ Unione europea. Scatenando ovviamente le ire dei produttori agricoli e dei consumatori. Secondo la Fippa (Federazione italiana panificatori ), il «decreto sull’ agricoltore panettiere » non ha scampo: è «in contrasto con la disciplina comunitaria, la Costituzione, la normativa statale di settore e la ratio fondante delle liberalizzazioni del 2006». Da qui il ricorso che, a giorni, sarà presentato al Tar del Lazio e l’ Unione Europea a tutela, viene spiegato, «dei 26mila forni artigianali italiani». Per i panificatori, il provvedimento del Governo non regge perché contrasterebbe il principio di libera concorrenza tra produttori dello stesso bene, ma sarebbe anche in contrasto con la disciplina Ue, che definisce prodotti agricoli i beni di prima trasformazione come la farina, mentre fare il pane è un’ attività di seconda trasformazione. Soprattutto però, alla base della guerra ci sarebbe il diverso trattamento fiscale: gli agricoltori beneficiano di un regime forfetario che si ferma al 15% mentre per i panificatori artigiani arriva fino al 52%. A distanza di poche ore dall’ uscita della Fippa, non sono ovviamente mancate le dure reazioni delle imprese agricole e di una parte dei consumatori. «Basta con questi signori che quando pagano poco inneggiano al liberismo più sfrenato a danno del settore, e quando i prezzi per le stesse regole del mercato si impennano attaccano gli agricoltori », è stato l’ affondo di Confagricoltura, che ha aggiunto: «Per produrre un filone da 1 chilogrammo di pane, il fornaio utilizza 500 grammi di farina che a sua volta deriva da 1 kg di grano. Il pane comune costa in Umbria circa 1,9 euro: ci vogliono da 12 a 20 centesimi di grano per produrre la fila di pane che costa come minimo al consumatore dieci volte tanto. Certamente ci sono i costi del mugnaio e quelli di fornaio che giustificano il 90% del prezzo finale, ma è assurdo dire che tutto parte dal cerealicoltore». Più ‘ diplomatica’ la Coldiretti che a ruota a dichiarato: «Sul pane fatto dal contadino decidano i consumatori ». E per far conoscere questo ‘ nuovo prodotto’ , la stessa organizzazione proprio oggi lancia «le prime lezioni per fare il pane da soli a casa e garantirsi un prodotto di qualità, genuino e a costi contenuti». Ma sul pane fatto in campagna e non al panificio, ieri hanno preso posizione anche i consumatori del Codacons che ha annunciato che interverrà dinanzi al Tar del Lazio in difesa del decreto sugli agricoltori panettieri. Non c’ è dubbio, il pane sarà servito caldissimo ancora per molto tempo. I panificatori fanno ricorso al Tar e all’ Ue contro la norma che dà la possibilità agli agricoltori di far loro concorrenza.

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