11 Ottobre 2010

Supplemento di riflessione se la proposta è a domicilio

La liberalizzazione del mercato dell’ energia e del gas ha portato anche alcuni aspetti negativi, tra i quali il proliferare di venditori porta a porta che, agendo per conto di agenzie commerciali, cercano di collocare contratti a tutti i costi, ricorrendo anche a tecniche lesive dei diritti dei consumatori e della concorrenza. Nel 2009, l’ Antitrust ha comminato sanzioni per 1.130.000 euro agli operatori di energia e gas trovati colpevoli di pratiche commerciali aggressive e di diffusione di informazioni parziali o non veritiere: Edison è stata sanzionata per 360mila euro in totale per messaggi pubblicitari fuorvianti e incompleti, Sorgenia ha dovuto pagare 350mila euro per l’ attivazione di nuovi contratti mediante informazioni ingannevoli, altri 150mila euro sono stati comminati a Eni, e multe di importo da 50mila a 75mila euro sono toccate al Gruppo Gea, AceaElectrabel, Ae-Ew ed Enel Energia.L’ intervento dell’ Autorità non è stato però sufficiente ad arrestare i comportamenti scorretti. Mauro Antonelli, responsabile Codacons per il mercato luce e gas, afferma: «Abbiamo ricevuto migliaia di segnalazioni da consumatori preoccupati per le visite di agenti porta a porta che cercavano di vendere servizi luce e gas in maniera poco chiara e senza rispettare il codice di comportamento commerciale. Questi casi si moltiplicano in estate, soprattutto nelle fasce orarie pomeridiane in cui è più facile trovare in casa persone anziane più facilmente raggirabili».Come difendersi? Un venditore porta a porta è tenuto a qualificarsi , dichiarando il proprio nome e quello della società per cui lavora. Se ha intenzione di vendere un servizio, deve affermarlo chiaramente. La prima cosa da fare, quindi, è farsi mostrare un documento identificativo e chiedere subito se si tratta di un tentativo di vendita. Inoltre l’ agente è tenuto a presentare un prospetto informativo con tutti i dettagli dell’ offerta. «Bisogna sempre diffidare di tutti – aggiunge Antonelli – In teoria sarebbe meglio non aprire la porta: deve essere l’ utente a contattare per primo l’ azienda, dopo aver studiato le offerte, e non viceversa». Dall’ Aduc commentano: «Si constata che la liberalizzazione ha generato una giungla di pratiche di vendita selvaggia. Questi i nostri consigli: diffidate dalle offerte; se si presenta un venditore porta a porta, prima di sottoscrivere un contratto chiedete che vi si lasci un prospetto informativo e il tempo per rifletterci; se insiste, non è in buona fede». Se nonostante le cautele, si è vittima di attivazioni fraudolente, si può procedere in vari modi, tenendo comunque presente che trattandosi di vendita fuori dai locali commerciali vale il diritto di recesso da esercitare entro 10 giorni dalla firma. «Si può chiedere di tornare al gestore di maggior tutela. In alternativa si può inviare una raccomandata di messa in mora al nuovo gestore chiedendo di tornare alla vecchia configurazione con spese a carico della società. Se c’ è evidenza del dolo si può chiedere anche un risarcimento danni e procedere alla denuncia penale».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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