IL CODACONS RICORRE AL TAR CONTRO I SEGRETI DI ARCUS SULLE CASE DI PROGANDA FIDE
Il Codacons ha deciso di vederci chiaro sulla vicenda che vede coinvolta la società Arcus. Con un ricorso al Tar del Lazio l’associazione ha chiesto di avere accesso a tutta una serie di documenti inerenti gli stanziamenti in favore dell’ente.
Come noto, Arcus spa è risultata beneficiaria di finanziamenti statali per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005), di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004), del cortile dell’Università Pontificia Gragoriana, del Palazzo Borromiano di Piazza di Spagna e di un finanziamento per la Fondazione Pianura Bresciana. I mass media avevano posto in risalto alcuni gravi aspetti sulla gestione di tali fondi da parte dell’Arcus, sfociati in una indagine da parte della Corte dei Conti.
Sulla base di questa triste vicenda e per fare chiarezza sulla dubbia gestione dei fondi per la protezione e tutela dell’importantissima materia delle risorse e bellezze culturali, il Codacons aveva presentato istanza di accesso per poter avere delucidazioni sulla veridicità delle informazioni emerse in più momenti e quindi sulla corretta gestione dei fondi stessi. Richiesta rifiutata da Arcus poiché, a giudizio della Direzione generale, il Codacons non è “titolare di un generale potere di accesso a fini ispettivi, è anche essa tenuta a comprovare la sussistenza di un interesse collegato alla propria situazione giuridica soggettiva, non essendo invece sufficiente la volontà di svolgere una generica funzione di controllo dell’azione amministrativa”.
Contro tale rifiuto, l’associazione si è rivolta al Tar del Lazio, chiedendo di avere accesso agli atti e/o documenti attestanti l’utilizzi degli stanziamenti concessi ai sensi dell’art. 60 della l. 289/02, nonché agli Atti e/o documenti relativi alla procedura istruttoria di richiesta e concessione dei finanziamenti statali erogato per i finanziamenti relativi al restauro del Palazzo di Propaganda Fide (2,5 milioni nel 2005), di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni nel 2004), del cortile dell’Università Pontificia Gragoriana, del Palazzo Borromiano di Piazza di Spagna e di un finanziamento per la Fondazione Pianura Bresciana.
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