6 Ottobre 2010

Il nuovo ministro di via veneto. Dopo l’ addio di Scajola il Cavaliere sceglie Romani

Il nuovo ministro di via veneto. Dopo l’ addio di Scajola il Cavaliere sceglie Romani
 

Dopo 154 giorni di interim del Presidente del Consiglio, seguiti alle dimissioni di Claudio Scajola, al centro della dubbia compravendita della sua abitazione del Colosseo, Berlusconi ha deciso per Paolo Romani, vice ministro di Scajola, per affidargli le deleghe che furono di Scajola.
Il problema del tempo passato dalle dimissioni di Scajola, sono state appunto le deleghe, che sono state, di fatto, "distribuite" ai vari altri ministri.
Quindi poca la voglia di "riconsegnare" le deleghe per creare un nuvo ministro.
Ma l’ opinione pubblica premeva e quindi, per non dare l’ alibi all’ opposizione di gridare allo scandalo, il Premier ieri è salito al Colle, per far giurare Romani nelle mani di Napolitano.
E subito qualcuno ha protestato.
"Non abbiamo alcun livore verso il sottosegretario Romani.
Ce le siamo sempre cantate di santa ragione, con grande durezza ma anche con lealtà.
Tuttavia, se e quando come è assai probabile dovesse diventare ministro dello sviluppo economico sarà la definitiva vittoria del partito del conflitto di interessi", ha detto ieri il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.
"Sarà bene ricordare che proprio Romani ha chiesto una radicale modifica della par condicio e ha chiesto l’ azzeramento di tutte quelle trasmissioni Rai che non piacciono al presidente del Consiglio convocando nel suo ufficio anche riunioni dei consiglieri del cda Rai.
In caso di elezioni anticipate sarà bene ricordare che il controllo dei media può produrre effetti peggiori della mancata riforma di una nuova legge elettorale".
La nomina a ministro dello Sviluppo economico di Paolo Romani sarebbe per il Codacons una "pessima scelta, perché rappresenterebbe la continuità rispetto alla politica finora perseguita da Claudio Scajola prima e da Silvio Berlusconi dopo, ossia la politica delle chiacchiere e del nulla cosmico.
Paolo Romani, infatti, essendo già vice ministro allo Sviluppo Economico, non rappresenta di certo una discontinuità rispetto alla politica antiliberista finora seguita dal Governo", spiegano in una nota i consumatori.
E nella rosa dei possibili papabili il Codacons avrebbe appoggiato la candidatura di Renato Brunetta, l’ unico ad aver perlomeno tentato una riforma, l’ unico che si spera possa avere il coraggio di intraprendere misure a favore del libero mercato, come la liberalizzazione dei prezzi".

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