5 Ottobre 2010

Il Circondario lancia l’ allarme sicurezza: “Aule sovraffollate”

EMPOLI. Il taglio dei docenti (meno 62 quest’ anno nell’ Empolese-Valdelsa per effetto del decreto Gelmini) e l’ aumento continuo degli iscritti (in 5 anni sono passati nelle superiori del circondario da 5.700 a 7.250) minacciano la didattica e la sicurezza. Molte aule progettate per accogliere 20-25 ragazzi si ritrovano ad ospitarne una trentina. E chi non sta al passo col resto della classe rischia di essere lasciato indietro. E’ il quadro tracciato dal delegato all’ istruzione nel Circondario Claudio Toni. «Nelle scuole superiori si arriva a 33 alunni per classe – ha detto Toni durante una conferenza stampa insieme al direttore del Circondario Alfiero Ciampolini e al presidente dell’ assemblea Giuseppe Torchia – e soprattutto nelle medie il problema delle aule sovraffollate è particolarmente diffuso. Quasi tutte sono al limite massimo della capienza con una media di trenta alunni per classe». Questo crea problemi sia a livello didattico che di strutture. Riducendo il numero dei docenti e dando vita così a classi più numerose, il ministero della pubblica istruzione non si è insomma posto il problema della capienza di quelle stanze che dovranno ospitare le nuove "maxi-classi". Il paradosso è che chi costruisce oggi una scuola deve attenersi a precisi vincoli (1,96 metri quadrati per ogni studente delle scuole superiori e 1,80 metri quadrati per materne, elementari e medie) che quelle buona parte delle aule attualmente usate non rispettano perché la loro costruzione è stata approvata in un contesto diverso da quello attuale. «Si è pensato – ha detto Toni – soltanto a come tagliare otto miliardi in tre anni ignorando completamente le altre esigenze. Le famiglie vedono i Comuni come l’ interlocutore diretto e ci chiedono risposte rispetto alla scuola che non ci competono. Purtroppo noi enti locali, anche per questioni di bilancio, non siamo in grado di "sostituirci" allo Stato per sopperire a ciò che non viene più garantito a livello centrale». La questione dell’ affollamento delle aule è già stata sollevata dal Codacons, che con un comunicato di pochi giorni fa aveva sottolineato che «un decreto del ministero dell’ interno del 26 agosto del 1992 sulle norme di prevenzione incendi per l’ edilizia scolastica ha fissato l’ indice di ventisei persone per aula come il massimo affollamento ipotizzabile». Decidendo di tagliare migliaia di cattedre e costringendo gli istituti ad accorpare studenti in classi più popolose, il ministero non ha insomma tenuto conto di quei vincoli che erano stati imposti per garantire sia una maggiore agilità in caso di evacuazione e «per garantire – come rimarca il Codacons – l’ igiene, evitare la trasmissione delle malattie infettive e dei parassiti». Le preoccupazioni espresse dal sindaco di Fucecchio Claudio Toni, relativamente all’ aspetto educativo, sono invece le seguenti: «E’ una scuola questa che non riuscirà più a dare risposta alle esigenze di tutti i ragazzi. Penso ad esempio agli stranieri. Per forza di cose si dovrà lasciare indietro chi ha difficoltà perché con classi così numerose non ci sarà più la possibilità di dedicarsi a loro come si faceva prima». Si consideri poi che con trenta studenti anziché venti la possibilità ad esempio di fare numerose verifiche orali si ridurrà sensibilmente. Insomma gli effetti della riforma Gelmini nel circondario sono valutati dagli addetti ai lavori come assolutamente negativi. «Anche la riduzione degli indirizzi dei licei – ha detto Toni – ha cancellato un’ esperienza straordinaria e lungimirante come quella intrapresa da Brocca che aveva riformato la scuola guardando all’ Europa».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this