“Discontinuità scolastica”, la motivazione La famiglia si è rivolta al Codacons (scuola + lazio)
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- Il Messaggero
Cagionevole di salute, è mancato a meno della metà delle lezioni e per la sua malattia ha meritato la bocciatura in seconda elementare. I genitori, attraverso il Codacons, hanno presentato ricorso al Tar affinchè al ragazzino siano riconosciuti i voti del primo quadrimestre e sia ammesso a frequentare la terza. Vittima del severo giudizio delle maestre è un bambino di 7 anni che frequenta le scuole elementari di Fiumicino. Gianni, lo chiameremo così, ha sette anni ed è il terzo di una serie di fratelli, figli di una coppia modesta ma solida. Quest’ anno, alla fine della scuola, i genitori hanno avuto una brutta sorpresa. Il Consiglio di classe, infatti, nella valutazione finale ha preso la decisione di non ammettere Gianni alla terza elementare motivandola «esclusivamente alla discontinuità scolastica e non ad alcuna carenza intellettiva dell’ alunno». Specificando anche che «il bambino deve acquisire autonomia nel lavoro e deve maturare una migliore organizzazione del lavoro». «E’ inaudito esclama la mamma del piccolo Mio figlio al primo quadrimestre ha conseguito voti superiori alla sufficienza. Le insegnanti sanno bene che è debole di salute e per quelle assenze lo hanno bocciato». Sulla pagella risulta che Gianni a dicembre ha frequentato 9 giorni su 17 a dicembre, 10 su 16 a gennaio, 12 su 24 a febbraio, 18 su 24 a marzo, 15 su 24 ad aprile e 4 su 21 a maggio. Il Codacons, il comitato tra associazioni di consumatori al quale si sono rivolti i genitori del bambino, ha presentato un ricorso al Tar contestando la bocciatura. La III Sezione si riunirà in Camera di Consiglio per stabilire l’ eventuale sospensiva mercoledì 29 settembre. «Le leggi in vigore e numerose sentenze in materia spiega l’ avvocato Valentina Penna che cura la vicenda per il Codacons prevedono che si possa bocciare un bambino alla scuola primaria solo in casi eccezionali, ossia quando c’ è l’ unanimità degli insegnanti e comunque quando le assenze siano state talmente tante da non aver consentito alle maestre di esprimere una qualunque valutazione, vale a dire il noto "non classificato". In questo caso però il bambino è stato valutato, registrando numerosi 7 nel primo quadrimestre, scesi a 5 e a 4 nel secondo, a causa di problemi di salute di cui la scuola era pienamente informata e che hanno determinato numerose assenze. Le stesse maestre ammettono come lo studente non abbia alcuna carenza intellettiva». Così in una nota il Codacons. «Le motivazioni del Consiglio di Classe insiste l’ avvocato Penna indicano che si tratta di una punizione. In pratica si fa ripetere l’ anno anche se il bambino non ha carenze intellettive e le insegnanti, giustificando che "l’ inserimento in un nuovo gruppo e con nuove insegnanti possa creare un clima più sereno, dove l’ alunno possa raggiungere quelle competenze che gli consentiranno di proseguire il percorso scolastico di apprendimento", credono addirittura che il trauma del cambio di classe, possa aiutarlo a fare meno assenze». Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, nel ricorso al Tar chiede anche di «verificare se le maestre autrici del giudizio abbiano le dovute capacità per insegnare e giudicare i propri alunni». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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