23 Settembre 2010

Ancora acqua nel metrò, la gialla resta chiusa

MILANO – IL PRIMO OBIETTIVO è l’ aspirazione di quella immensa quantità di fango e detriti, un’ operazione che, salvo imprevisti, si concluderà dopodomani. Solo allora «si potrà cominciare a valutare lo stato delle strutture portanti, delle infrastrutture metro-tranviarie e dei sistemi tecnologici, per arrivare a una definizione dei tempi necessari per il ripristino completo delle metropolitana 3. In questa fase è impossibile fare una stima dei danni provocati dall’ esondazione del Seveso». Parola di Alberto Zorzan, responsabile di Atm per l’ emergenza. Che poi fotografa la situazione: «La circolazione è regolare fra le stazioni di San Donato e Centrale. Ancora chiuse le stazioni di Sondrio, Zara e Maciachini (che non è stata danneggiata). Tra Centrale e Maciachini il servizio è garantito da un collegamento con bus». Nessuno si pronuncia sui tempi, chiarendo che «qualunque ipotesi (un mese o due mesi, ndr ) risulta priva di fondamento», senza prima aver constatato lo stato di salute delle strutture. Non sono previsioni ottimistiche, quelle diffuse ieri. Tanto da indurre il sindaco, Letizia Moratti, a chiedere al Pirellone «lo stato di calamità per Milano». IL SINDACO Moratti affonda i colpi e chiama in causa Provincia e Regione: «Quello del Seveso è un problema che la città subisce da oltre quarant’ anni e credo sia arrivato il momento di condividere le criticità». Ma dal Pirellone giunge, quasi in tempo reale, la replicata piccata di Formigoni alla richiesta dello stato di calamità: «Non è previsto un sì scontato. Ho detto al sindaco di farmi pervenire quanto prima la documentazione sui danni provocati». Ma quei danni, parola di Atm, «ora non si possono stimare». Si può invece cercare di comprendere qualcosa di più sulle cause, anche per evitare altri disastri in futuro. E’ la tesi del Codacons. Il presidente dell’ associazione dei consumatori, Marco Donzelli, considera «una vergogna lo stato di calamità. La colpa è degli amministratori locali: non hanno mosso un dito in questi anni, mentre avrebbero dovuto costruire scolmatori e vasche d’ esondazione». Invece quelle opere mancano e nella città dell’ Expo cresce il timore di non farcela. Per il deputato Pd, Vinicio Peluffo, «il cantiere della M5, partito con otto mesi di ritardo, è già fermo. Di questo passo il 15 aprile del 2015, data prevista per il taglio del nastro, ci sarà ben poco da inaugurare». AI CITTADINI interessa però il presente, in particolare i tempi di ripristino dei servizi. Se ne parlerà forse oggi in consiglio comunale, con il consigliere Pdl, Stefano Di Martino che torna a chiedere «un commissario straordinario» e con il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, che minaccia di rendere la seduta «impraticabile, se il sindaco non sarà in aula». La Moratti, che ieri ha rimandato il sopralluogo nelle zone disastrate, non entra nelle polemiche e prosegue con le riunioni tecniche con la protezione civile. Il primo cittadino vuole spingere al massimo sull’ acceleratore e riattivare la M3. Nel frattempo, la linea tram 4 è stata potenziata e tutte le corse prolungate fino a Cairoli M1. Sono più di cinquanta i bus navetta che effettuano il servizio sostitutivo e sono cinquanta pure gli addetti che presidiano le fermate della metropolitana per assistere gli utenti. Attivi tutti i canali di comunicazione Atm.

 

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