Dove si paga meno: mappa on line
ROMA – Rincari delle benzine: ci si pensava già. Contro le speculazioni di petrolieri e benzinai, nel pieno dell’esodo per le vacanze estive, il Codacons aveva deciso di fornire, per la prima volta, l’elenco completo dei distributori indipendenti presenti sul territorio nazionale affermando che, con le cosiddette pompe bianche, gli automobilisti possono risparmiare da 5 a 10 euro ogni pieno. Sono poco più di 300 in tutta Italia i distributori senza marchio o con denominazioni che non fanno riferimento ad alcuna delle grandi multinazionali petrolifere. Consultando il sito del Codacons (www.codacons.it/area_download/DistributoriIndipendenti.htm), si può scaricare l’elenco da cui emerge che la regione che ha più impianti è quella delle Marche con 40, seguita da Lombardia con 36 e Lazio con 35. Un solo distributore in Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Molise, tre in Basilicata e in Trentino, cinque in Calabria, 15 in Campania, 27 in Emilia Romagna, 31 in Veneto, 18 in Sicilia, Sardegna e Puglia, 17 in Toscana, 5 in Liguria.
Con i nuovi rialzi del prezzo della benzina, i maggiori esborsi previsti per gli automobilisti, nel 2010, superano la stima di 254 euro annui fatta dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: con 24 euro in piu’ per costi diretti e 10 euro in piu’ per costi indiretti, il totale sale a 288 euro annui.
Secondo i calcoli del Codacons, invece, la serie di aumenti determinerà a fine anno una stangata stimabile in almeno 500 euro a famiglia, che potrebbe aggravarsi qualora i listini dovessero superare quota 1,5 euro al litro. ‘«La maxi stangata – spiega l’associazione dei consumatori – è determinata non solo dal maggiore costo del pieno, per il quale oggi occorre sborsare almeno 10 euro in più rispetto allo scorso anno, ma dagli effetti negativi che gli aumenti dei carburanti faranno registrare in tutti i settori. Le ripercussioni maggiori si avranno sui prezzi dei prodotti trasportati e in generale sull’inflazione, con un impatto compreso tra il +0,3% e +0,5%, sulle tariffe energetiche (luce e gas), sui costi a carico dell’industria e in tutti quei settori che risentono dell’andamento dei carburanti».
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