12 Settembre 2010

Scuola, lunedì si comincia in nove regioni

Tagli ai finanziamenti a gli organici, carenze di vecchia data e novita’ in fase di sperimentazione: luci e ombre segnano l’ esordio dell’ anno scolastico. La prima settimana – lunedi’ le lezioni inizieranno in nove regioni – sara’ messa alla prova dalla protesta dei precari che prova a organizzarsi a livello nazionale, dalle difficolta’ dei presidi, che in alcuni casi dovranno dividersi su piu’ sedi, con classi che potrebbero stipare fino a 35 alunni e spese da razionalizzare. _______________________________________ Ultimo finesettimana di riposo: da lunedi’ la maggior parte degli otto milioni di studenti italiani tornera’ tra i banchi: secondo il calendario ufficiale riapriranno i battenti le scuole di 9 regioni. Questo in linea di massima perche’ in base all’ autonomia concessa agli istituti si puo’ procedere in ordine sparso, cosi’ come e’ successo nella Capitale dove alcuni liceali hanno gia’ concluso la prima settimane di scuola. I primi a rimettersi lo zainetto in spalla, sono stati i trentini: a inizio mese i bimbi degli asili, il 9 anche quelli delle scuole primarie e secondarie della provincia. La gran parte degli studenti, tuttavia, riaprirà i libri lunedì 13 settembre (in Calabria, Friuli, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’ Aosta, provincia di Bolzano). Un giorno in piu’ di vacanza per gli alunni dell’ Emilia-Romagna che torneranno tra i banchi il 14. Il 15 sara’ la volta di Toscana, Campania e Sardegna e il 16 tocchera’ alla Basilicata. Una settimana in piu’ di vacanza in Abruzzo, Liguria e Puglia dove le lezioni riprenderanno solo il 20 settembre. La Puglia, assieme alle Marche, sara’ anche la prima a chiudere l’ anno scolastico 2010/2011: l’ ultimo giorno di attivita’ didattica e’ previsto per l’ 8 giugno. L’ ultima campanella suonera’ il 9 giugno in Veneto, seguito dalla Sardegna il 10 giugno. Le altre regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Emilia- Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino, Umbria, Valle d’ Aosta) termineranno l’ 11 giugno. In Liguria si finira’ il 15 e in provincia di Bolzano il giorno successivo. ______________________________________ Tagli ai finanziamenti a gli organici, carenze di vecchia data e novita’ in fase di sperimentazione: luci e ombre segnano l’ esordio dell’ anno scolastico. La prima settimana – lunedi’ le lezioni inizieranno in nove regioni – sara’ messa alla prova dalla protesta dei precari che prova a organizzarsi a livello nazionale, dalle difficolta’ dei presidi, che in alcuni casi dovranno dividersi su piu’ sedi, con classi che potrebbero stipare fino a 35 alunni e spese da razionalizzare. SUPERPRESIDI – C’ e’ carenza di presidi e in attesa del concorso per 3.000 dirigenti scolastici – di recente annunciato dal ministro dell’ Istruzione, Mariastella Gelmini per la fine dell’ anno – quelli che ci sono dovranno tenere il piede in due staffe. Saranno, infatti, quasi 1.500 quest’ anno le ‘ ‘ reggenze’ ‘ in tutta Italia. Questo significa che circa il 15% delle scuole – con punte che sforano il 20% in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia, Abruzzo e Sardegna – saranno guidate da un preside titolare di un istituto limitrofo. SUPERCLASSI – Cresce, secondo quanto denunciano i sindacati, il numero delle mega-classi. Il ministero ha stabilito un tetto di 27 alunni per classe, ma quando i resti non consentono di formarne un’ altra di almeno 20 il tetto salta e si puo’ arrivare fino a 35. Cio’ rappresenta – denunciano sindacati e associazioni – un rischio concreto per studenti e insegnanti, legato alla sicurezza, per le quali la normativa vigente prevede dei requisiti minimi di spazio per ciascun alunno (‘ ‘ per ogni persona, docente e alunno, presente in aula – ricorda il Codacons – deve essere garantita un’ area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell’ infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre a una altezza minima di 3 metri’ ‘ ). Ma secondo la Cgil questo e’ conseguenza inevitabile del taglio dei docenti. PROF SENZA CATTEDRE: Sono 232 mila gli insegnanti iscritti alle graduatorie permanenti, 117 i precari tra docenti ed educatori, secondo i dati forniti dalla Flc Cgil. E tra questi la Uil Scuola conta 10 mila docenti che, al saldo dei pensionamenti, potrebbero non avere confermata nel nuovo anno scolastico. L’ ANNO ZERO DELLA RIFORMA: Tetto per le assenze, che non potranno superare le 50, revisione degli orari, con riduzione di alcune materie e potenziamento di altre, e due nuovi licei. Sono alcune delle novita’ che gli studenti troveranno sul banco. Proseguira’ la linea di rigore iniziata con voti e condotta: da quest’ anno si prevede un contenimento delle assenze a cinquanta, pena la bocciatura. Cambia anche quello che i ragazzi impareranno a scuola: piu’ attenzione per il ‘ 900, piu’ matematica, fisica e scienze che vedranno aumentate le ore, e l’ insegnamento obbligatorio di una lingua straniera per tutti e cinque gli anni. C’ e’ inoltre la riforma dei licei, con le tre new entry: il liceo musicale, quello delle scienza umane e quello tecnologico. E dopo, la possibilita’ di preferire gli istituti superiori, in due anni, alle laure triennali.

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