12 Settembre 2010

MORTI SUL LAVORO: LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI DISTRUTTA DAL GOVERNO!

IL CODACONS CHIEDE ALLA PROCURA DI INDAGARE I RESPONSABILI DEGLI OMESSI CONTROLLI E ANNUNCIA UN RICORSO AL TAR CONTRO LA
SOPPRESSIONE DELL’ISPESL

Dopo i nuovi episodi di morti sul lavoro il Codacons annuncia ricorso al Tar del Lazio per far dichiarare incostituzionale la soppressione dei controlli previsti dal decreto 626 (oggi 181) che il ministro Tremonti ha attuato inserendo nella manovra finanziaria la cancellazione dell’ente deputato ai controlli, l’Ispesl.
La soppressione di tale ente – spiega l’Associazione – e’ incostituzionale in quanto disposizione ordinamentale che non ha nulla a che fare con le esigenze della finanza (lo
stesso Tremonti prevede un rispearmio di 427.000 euro a fronte di un fatturato dell’istituto di 30 milioni di euro!) e pertanto non ha carattere d’urgenza. La cancellazione dell’Ispesl viola anche il principio costituzionale di liberta’ e indipendenza della ricerca poiche’ trasferisce i ricercatori dell’ente all’Inail, un ente di assicurazioni e totalmente estraneo al mondo della ricerca.
Con la manovra finanziaria il Governo ha sfruttato la confusione introdotta dai ministri del Governo Prodi e ha trasferito i beni immobiliari dell’istituto a una societa’ immobiliare, che e’ una scatola cinese pubblica, posseduta da Fintecna a sua volta posseduta da Patrimonio spa a sua volta posseduta dal ministero di Tremonti! Con la soppressione dell’Ispesl e il trasferimento del personale all’Inail la societa’ vede liberarsi gli immobili dell’ente e puo’ rivenderli a prezzo di mercato degli immobili liberi.
Il Codacons – che per tali motivi si rivolge al Tar del Lazio contro la decisione del Governo di accorpare l’istituto all Inail – propone che l’Ispesl continui ad effettuare i controlli previsti dai decreti 626 e 181 estendendo il suo campo d’azione non piu’ solo ai serbatoi con liquidi o gas in pressione, come previsto dal decreto 181, ma anche ai serbatoi dove possono generarsi gas venefici come quelli della fabbrica farmaceutica di Capua.
L’associazione chiede infine alla magistratura di accertare le responsabilità, eventuali negligenze o omissione nei controlli relativemente alla tragedia di Capua.

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