Il mercato immobiliare si scrolla di dosso il ghiaccio e fa registrare un piccolo balzo in avanti: +2,3%
-
fonte:
- Leggo
ROMA – Il gigante si è mosso. Il mercato immobiliare si scrolla di dosso il ghiaccio e fa registrare un piccolo balzo in avanti: +2,3% alla voce compravendite, +13,7% alla casella mutui, secondo il rapporto di settore diffuso dall’ Istat. E’ vero, il segno + va messo in relazione al periodo peggiore, il primo trimestre del 2009. Ma, anche se la tempesta della recessione non è ancora scemata del tutto, l’ aria che si respira sembra quella di una (cauta) fiducia ritrovata. Il mercato è tornato a crescere? E’ presto per dirlo. «Percepiamo un interesse crescente – spiega Guido Lodigiani, capo dell’ ufficio studi di Gabetti – con un aumento delle telefonate alle agenzie, appuntamenti e visite, ma non si può dire che la situazione si sia sbloccata», soprattutto per le fasce deboli, cioè «le giovani coppie, le famiglie mononucleari, gli stranieri» . Di una ripresa della fiducia aveva parlato Bankitalia qualche giorno fa. Nel 2010, l’ anno della crisi, gli italiani si sono indebitati di più, passando dai 479,7 miliardi del luglio 2009 a quota 579,4: +20,8%. Una buona fetta della torta è costituita dalle transazioni immobiliari. Da gennaio ad aprile, le compravendite sono state 190.728, i mutui 179.654, di cui 105.900 (il 58,9%) con ipoteca immobiliare e 73.754 (41,1%) senza ipoteca. Dati che confermano «la fase di ripresa iniziata negli ultimi tre mesi del 2009», ma che restano insufficienti «a recuperare i livelli antecedenti la discesa». Riparte il mercato delle case, ancora fiacco quello degli edifici commerciali: «il 93,2% delle convenzioni stipulate (177.680) riguarda immobili ad uso abitativo, il 6,1% (11.611) unità immobiliari ad uso economico». Se le compravendite delle prime crescono del 3%, gli immobili commerciali continuano a registrare un andamento negativo (-5,1%), inferiore rispetto a quello riscontrato nei trimestri precedenti». Per Codacons non si tratta «un segnale di ripresa, ma un indice della crisi»: la crescita dei prestiti sarebbe dovuta «ai bassi tassi di interesse legati alla recessione». Dall’ associazione un consiglio ai consumatori: «Non stipulate mutui a tasso variabile solo perché in questo momento sono vantaggiosi se poi non siete in grado di sostenere aumenti delle rate del 30% e oltre».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: crisi, depressione, immobiliare, Istat, mattone, mercato, mutui, recessione, tassi di interesse
