“I Comuni vogliono solo fare cassa”
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fonte:
- Corriere di Como
Il responsabile del Codacons Mauro Antonelli: «La Procura dovrebbe indagare»
«La Procura dovrebbe indagare». Mauro Antonelli, responsabile comasco del Codacons, è convinto che in molti casi l’utilizzo degli autovelox da parte dei Comuni sia un modo per fare cassa, per sistemare i bilanci in un momento in cui gli enti locali sono in ginocchio.
A parer suo, però, è altrettanto “grave” che la Provincia di Milano, senza soldi per sistemare il manto stradale, abbassi i limiti di velocità. «Siamo davvero alla frutta – commenta Antonelli – se l’ente locale gestore arriva a considerare “insicura” una propria strada, sarebbe forse il caso che la Procura verificasse se sussistano eventuali profili penalmente rilevanti. Omissione di atti d’ufficio, ad esempio, o attentato alla sicurezza dei trasporti. Detto questo – prosegue – noi non siamo “contro” un limite che garantisca la sicurezza, ci mancherebbe. Piuttosto, vogliamo che i controlli vengano effettuati dall’ente proprietario della strada, in questo caso la Provincia, e non dai Comuni, che hanno tutto l’interesse a fare cassa».
L’esponente del Codacons chiede che anche le postazioni mobili debbano essere autorizzate dal prefetto. «Oggi l’autorizzazione è necessaria solo per le postazioni fisse, molto più sicure: dopo due passaggi, i cittadini sanno dove si trovano. Rallentano per tempo ed evitano brusche frenate. Per le postazioni fisse serve il nullaosta del prefetto, per le “imboscate” con gli autovelox mobili no. Questo ci pare assurdo. Sicurezza e prevenzione, secondo noi, significano montare postazioni di controllo fisse nei punti pericolosi. Un po’ come accade in Francia. Ma in Italia l’autovelox serve a fare cassa, lo si capisce dall’ultima modifica al Codice della strada: per gli eccessi di velocità hanno aumentato le multe e diminuito i punti sottratti».
La superstrada Milano-Meda, che inizia (per chi arriva da Como) a Lentate sul Seveso, ha un bacino d’utenza molto vasto. È uno dei tre collegamenti principali tra la provincia di Como e quella di Milano. Il primo è l’autostrada A9, attualmente rallentata dai lavori per la realizzazione della terza corsia; poi c’è la superstrada 36 (Milano-Lecco), e infine la Milano-Meda, utilizzata dai pendolari comaschi che abitano tra il Canturino e la Bassa.
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