4 Settembre 2010

Anche i vescovi contro la Gelmini

ROMA. La scuola di Maria Stella Gelmini è sotto assedio, dei precari in sciopero della fame, dei sindacati in mobilitazione e ora anche dei vescovi italiani. A dare una spallata al portone del ministero di viale Trastevere questa volta è il quotidiano della Cei, Avvenire, che affida a Davide Rondoni, poeta, scrittore e drammaturgo, un tagliente quanto preoccupato editoriale. Preoccupato per i «nostri cerbiatti, i nostri figli» che, «tra precari e altri nodi irrisolti», si trovano ad iniziare un anno scolastico «confuso e pieno di ombre». Mentre dal Sud al Nord del Paese si consuma la protesta degli insegnanti che per farsi ascoltare dalla ministra hanno smesso di mangiare, mentre lei non li incontra, mentre la politica – da Nichi Vendola a Casini – dice la sua, Rondoni richiama duramente tutti «gli addetti ai lavori» a «non trattare male la scuola». Arrivando a considerare un simile maltrattamento al pari di un «reato», di un «peccato», di un’ «ingiustizia» che andrebbe punita davanti ad un «plotone d’ esecuzione» di ragazzi armati di «pistole ad acqua, elastici e schioppi di legno». «La signora ministro – scrive l’ intellettuale cattolico – ha affrontato con gagliarda e dunque controversa volontà riformatrice sia l’ università che la scuola. Una partita personale e politica su cui sta scommettendo molto». Ma per Rondoni non bisognerebbe guardare ad «altri interessi che non siano quelli dei ragazzi». E poi il monito più grave: «Non si faccia carriera sulla loro pelle». L’ autore dell’ editoriale ed il giornale della Conferenza episcopale, precisano che quelle usate non erano parole anti-ministro. Certo è che l’ articolo esce all’ indomani della conferenza stampa della Gelmini sulla sua «epocale» riforma della scuola. Da parte sua, la ministra fa sapere di condividere l’ editoriale, nel quale non ha trovato un attacco diretto a lei. E chissà se condividerà anche l’ invito a «deporre le armi della contesa politica» che le rivolge Nichi Vendola. Il presidente della Regione Puglia lancia l’ amo della collaborazione al ministro e chiede di «riaprire un tavolo» per risolvere il problema del precariato. Toni forti invece, quelli che arrivano da Codacons e Cisl. «Non è idonea al ruolo che ricopre, è il peggiore dei ministri mai avuti in Italia, dovrebbe dimettersi» afferma Francesco Tanasi, guida dell’ associazione consumatori riferendosi alla Gelmini. Mentre il segretario nazionale Cisl Raffaele Bonanni, bacchetta la poca tolleranza del capo del dicastero: «Sbaglia di grosso a non incontrare i precari». E per il leader dell’ Udc Pier Ferdinando Casini, il precariato è frutto di una «politica vigliacca che taglia tutti nello stesso modo». Intanto, a Roma e Palermo i precari sospendono lo sciopero della fame precisando che non è una «resa», ma solo una sospensione per «recuperare le forze» in vista della manifestazione nazionale dell’ 8 settembre. A Palermo si prepara anche una protesta regionale per il 18, mentre a Napoli e Milano i precari restano di presidio davanti agli uffici scolastici. E dalle scuole del Piemonte arriva un allarme: a causa dei tagli l’ anno inzierà con 1.639 insegnanti in meno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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