7 Settembre 2010

Accordi Asl-privati senza vessazioni

Gli accordi che le aziende sanitarie locali sottoscrivono con le strutture private non possono essere subordinati a condizioni né a clausole vessatorie. Con la sentenza n. 09010/2010 la prima sezione del Tar di Palermo ha accolto il ricorso contro la regione Sicilia e le aziende sanitarie dell’ Isola, presentato dal Codacons, in rappresentanza di varie associazioni della sanità. Nel mirino la direttiva in materia di accordi contrattuali con strutture private, nella parte in cui prevedeva che la sottoscrizione da parte delle Asl degli accordi con le strutture private fosse subordinata al ritiro dei contenziosi pendenti, concernenti la determinazione degli aggregati di spesa regionali, dei tetti di spesa provinciali e del budget individuale. Il Codacons aveva evidenziato l’ illegittimità di questo punto in particolare. Secondo il segretario nazionale dell’ associazione, Francesco Tanasi, «si è così sanata la palese violazione della parità di trattamento tra cittadini residenti nelle diverse province della Sicilia». Il Tar, fa sapere il Codacons, ha anche condannato l’ assessorato alla salute a rifondere alle associazioni ricorrenti le spese del giudizio. Soddisfazione per la sentenza è stata espressa anche da Enzo Paolini, presidente nazionale dell’ Aiop, l’ Associazione italiana ospedalità privata che rappresenta circa 600 strutture sanitarie private presenti in Italia, con più di 50 mila posti letto, quasi 70 mila dipendenti. «Questa decisione è molto importante perché garantendo il rispetto delle regole e la sottoscrizione dei contratti si afferma il diritto dei cittadini di farsi curare dove preferiscono. Il contrario avrebbe testimoniato un’ impropria intromissione dei poteri politici. Penalizzare le strutture private bloccando le contrattualizzazioni con una clausola vessatoria (giustamente censurata dal Tar) non è la giusta risposta per far fronte ai conti in rosso in sanità delle regioni, per cui occorrerebbero maggiori controlli volti a ridurre gli sprechi e una oculata programmazione». Non è la prima volta che un tribunale amministrativo si pronuncia a favore delle strutture private. Un caso analogo si è verificato nel mese di giugno in Puglia quando il Tar di Bari ha obbligato la regione Puglia a ripristinare gli accordi con alcune strutture private.
 

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