5 Settembre 2010

Prandelli si gode Cassano “E’ maturato, l’ Italia migliorerà assieme a lui”

FIRENZE. «Sto bene, ma fammi pure uscire quando vuoi…». Il fantastico mondo azzurro di Antonio Cassano è una sorta di favola al contrario, in cui l’ orco mangiallenatori si rivolge alla panchina e fa il buonista contro ogni luogo comune. In realtà, nella frase rivolta venerdì sera dal numero 10 azzurro a Cesare Prandelli dopo gol e assist a Tallinn, c’ è la nuova vita in nazionale di un giocatore arrivato nel luogo dei suoi sogni più tardi del suo talento. «E’ maturato», dice di lui Prandelli dopo i pochi mesi tempestosi di convivenza alla Roma: «Un giorno parlavamo di calcio, e lui era diverso: non più solo fantasia e genialità, ma squadra e responsabilità». Eccola la svolta, secondo Prandelli. E a ben vedere c’ è la nuova nazionale. «Antonio ha bisogno di essere al centro dell’ attenzione, e di sentire l’ affetto: se avverte la sincerità di chi gli è davanti, si apre, altrimenti si chiude nel suo personaggio. E allora è finita». Decisivo. Eccola la formula di Prandelli, il ct che ha archiviato definitivamente l’ era Lippi dando a Cassano il ruolo di leader e scacciando la teoria del gruppo con la ricerca del bel gioco. «Fantantonio» lo ha ricambiato. La solita allegria, le solite diffidenze verso i media, la linearità di comportamento trovata da fresco sposo. E poi subito la serata di Tallinn. Non è stato micidiale come chiedeva il ct, ma decisivo sì, anche solo con due sprazzi in pochi minuti. No spot. Intanto, il giorno dopo l’ incidente del gol di Cassano oscurato dal mini spot mandato in onda nel momento sbagliato, arrivano le scuse della Rai. Ma il Codacons avverte: «Le scuse non bastano, gli utenti possono essere risarciti per danni morali». Possibile? Sì, e c’ è anche un precedente del 2002, quando un abbonato a Tele+ non riuscì ad assistere a un gol durante Juventus-Milan del 10 novembre, a causa di problemi tecnici di ricezione del segnale. Si rivolse al Codacons e nel 2004 il giudice dispose in suo favore un risarcimento di 1.278 euro per essere stato privato «ingiustamente del gol della sua squadra del cuore».
 

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