5 Settembre 2010

Il Tar blocca gli aumenti dei pedaggi

ROMA – Ancora una bocciatura, la quinta, per i pedaggi sui raccordi Anas, come il Grande Raccordo Anulare di Roma, imposti dalla Finanziaria a partire dal primo luglio scorso. Questa volta è toccato al Tar del Lazio accogliere il ricorso presentato dal Movimento difesa del cittadino, estendendone gli effetti a tutta Italia. Una precisazione che non ha effetti pratici, in quanto l’ Anas ha già sospeso il pagamento di quei pedaggi ai caselli dal 4 agosto, su tutto il territorio. Tuttavia la pronuncia «corregge» quella del primo settembre scorso del Consiglio di Stato, che aveva circoscritto ai territori di coloro che avevano fatto ricorso (in quel caso alle Province di Roma, Rieti e Pescara oltre ad una cinquantina di comuni dell’ hinterland romano) la propria ordinanza. A questo punto la partita è quella dei rimborsi: l’ Anas ha detto di voler aspettare una pronuncia definitiva per mettere mano alla pratica, che si preannuncia complessa. Non tutti coloro che hanno pagato nei giorni compresi tra il primo luglio e il 4 agosto, lo hanno fatto con una carta di pagamento o con un Telepass. Per chi ha usato i contanti, sarà necessario aver conservato una ricevuta. Per questo l’ associazione dei consumatori Codacons ha immaginato un’ altra modalità di indennizzo: una riduzione dei pedaggi, proporzionale agli aumenti annullati dal Tar, per una durata pari a quella in cui sono stati applicati gli aumenti, ossia 36 giorni. Un modo per evitare le lunghe e spesso infruttuose procedure di rimborso, peraltro inapplicabili a chi non avesse conservato lo scontrino.

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