Consiglio di Stato: stop aumenti pedaggi autostradali, ma non in tutta Italia
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fonte:
- Il Gazzettino
la tenacia. Gasbarra: estendere lo stop a tutta l’Italia
ROMA (1 settembre) – Confermato lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica, che erano scattati dal primo luglio scorso ma erano stati bloccati dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo. Il Consiglio di Stato – a quanto si è appreso – ha infatti respinto il ricorso contro la sospensiva presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas.
Lo stop non vale in tutta Italia. Per il Consiglio di Stato la decisione del Tar del Lazio circa lo stop dell’aumento dei pedaggi autostradali non è da estendere a tutto il territorio nazionale. Secondo la IV sezione del Consiglio di Stato – che ha comunque respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio che chiedeva il ripristino degli aumenti – l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio il 29 luglio scorso ha bloccato l’aumento dei pedaggi autostradali «deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all’intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti». Il ricorso al Tar Lazio era stato presentato dalla Provincia di Roma, da quelle di Pescara e di Rieti e da alcuni comuni dell’hinterland romano.
Rieti prepara ricorso per estensione in tutta Italia. Estendere a tutt’Italia lo stop agli aumenti. È quanto chiede la Provincia di Rieti in un ricorso discusso stamane al Tar del Lazio. Analogo ricorso è stato presentato dal Movimento di Difesa del Cittadino. Secondo quanto reso noto dall’avvocato Gianluigi Pellegrino ai giudici del Tar «proprio e anche in virtù del pronunciamento del Consiglio di Stato, è stato formalmente chiesto di estendere a tutt’Italia lo stop agli aumenti». Non è escluso che entro stasera possa essere pubblicata la nuova ordinanza.
Zingaretti: premiata la nostra tenacia. «Anche il Consiglio di Stato conferma che le nostre argomentazioni erano giuste e sacrosante. Non solo, come poteva sembrare ovvio, dal punto di vista politico e sociale, ma anche da quello strettamente giuridico. Con la nostra forza e tenacia abbiamo vinto e dato un contributo determinante per seppellire questo odioso balzello che penalizzava in modo particolare chi vive, studia e lavora nel territorio romano». Lo afferma il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
Gasbarra: ora stop in tutta l’Italia. «La sentenza del Consiglio di Stato è la vittoria della buona politica, del buongoverno di quegli amministratori che, guidati dal presidente della Provincia di Roma Zingaretti, si sono preoccupati realmente di tutelare gli interessi dei cittadini, contro provvedimenti a dir poco bizzarri come l’aumento dei pedaggi autostradali. Una battaglia giusta che purtroppo ha visto il sindaco di Roma, Alemanno, alla finestra mentre il governo tassava i romani e i pendolari»: è quanto afferma il deputato del Pd, Enrico Gasbarra, membro della commissione Trasporti della Camera.
«L’auspicio – dice Gasbarra – è che attraverso la spinta dei cittadini anche altri amministratori italiani si oppongano al provvedimento del presidente del Consiglio per fermare l’aumento dei pedaggi nelle loro città».
«Il Governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se ciò non avverrà, siamo pronti ad intentare una class action in favore degli automobilisti – dice Carlo Rienzi del Codacons – che già da oggi possono fornire la propria pre-adesione all’iniziativa compilando il modulo pubblicato sul blog www.carlorienzi.it. Qualora poi il Governo decidesse di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge, non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge in Consiglio dei ministri, per truffa aggravata e Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità», conclude il presidente del Codacons.
Astorre: malinconica disfatta del governo. «Con la sentenza del Consiglio di Stato si chiude malinconicamente una prepotente azione da parte del centrodestra, dal livello nazionale a quello locale, di tassare i cittadini della provincia di Roma, dell’hinterland romano e della Capitale, nei loro spostamenti lavorativi e nello svolgimento della propria attività. Chi ha intrapreso l’azione di contrasto amministrativa, oggi, merita il riconoscimento da parte di tutti. Per gli altri rimangono solo le parole». Lo dichiara, in una nota, Bruno Astorre, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio.
Alemanno: ora rivedere tariffe. «La sentenza del Consiglio di Stato conferma l’iniquità del pedaggio sulle strade di accesso al Raccordo anulare, che fin dal primo momento era stato contestato con forza da tutte le Istituzioni che governano il territorio romano». Lo afferma l sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Dopo questa sentenza, invierò una nuova lettera per rinnovare la richiesta al Ministero delle Infrastrutture e a quello dell’Economia di rinegoziare con la società Autostrade – aggiunge Alemanno – il canone di concessione della nostra rete autostradale. Da questa necessaria ridefinizione del rapporto economico devono venire le risorse necessarie alla manutenzione del Gra e delle strade di raccordo autostradale in gestione dell’Anas».
Polverini: risparmiati sacrifici a cittadini del Lazio. «La sentenza del Consiglio di Stato conferma in via definitiva lo stop agli aumenti dei pedaggi evitando sacrifici ingiusti ai cittadini e in particolare ai pendolari del Lazio». Lo dichiara il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ricordando come «la Regione non abbia fatto mancare il proprio sostegno al ricorso della Provincia di Roma contro una misura iniqua che l’Anas ha provveduto a bloccare i primi di agosto, dopo i pronunciamenti del Tar e del Consiglio di Stato».
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