31 Agosto 2010

Caro libri, il risparmio corre sulla rete

Se pensate che il ritorno a casa dopo le ferie sia il peggio che settembre possa offrirvi, consolatevi: è in arrivo anche qualcosa di peggio. La stangata annuale per l’ acquisto dei libri di testo. Il prezzo di manuali e dizionari aumenta di anno in anno e il 2010 non si sottrae alla nefasta tendenza. Secondo Federconsumatori, quest’ anno la spesa aumenterà del 5%. Per comprare i libri, un dizionario di italiano e uno di lingua inglese si spenderanno in media 468 euro. Una tombola che supera di gran lunga anche il tetto di spesa più alto previsto dal ministero dell’ Istruzione: i 315 euro del liceo classico. La dimostrazione che i tetti di spesa fissati ogni anno dal ministero per ogni ciclo scolastico servono davvero a poco. Nelle tabelle vengono stabilite cifre che, soprattutto nel caso dei licei, sono completamente fuori mercato. Per l’ anno scolastico 2010-2011, viale Trastevere ha confermato i tetti dell’ anno scolastico scorso. (Consulta le tabelle per la scuola primaria , secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado ). Da ricordare che il ministero può fissare il prezzo dei libri per la scuola primaria ma non per la scuola superiore, dove sono gli editori ad avere l’ ultima parola. Per ora, il ministero dell’ Istruzione risponde con una dichiarazione d’ intenti. "Per abbassare del 30% la spesa in libri di testo – si legge in una nota ministeriale – gli insegnanti dovranno scegliere libri che abbiano un prezzo inferiore al tetto fissato. I manuali, inoltre, non dovranno cambiare nei 5 anni di scuola primaria e nei 6 di quella secondaria". Un’ altra misura a favore dei consumatori è (o dovrebbe essere) quella degli e-book scaricabili direttamente su internet. Il Codacons, che tra libri di testo e corredo prevede un aumento della spesa del 6%, ricorda al ministro Gelmini che "i libri misti e i libri multimediali non hanno registrato prezzi inferiori rispetto alle vecchie edizioni cartacee". Se il caro-libri non ha alcuna intenzione di mollare la presa, c’ è chi cerca di prendergli le misure.

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