31 Agosto 2010

Il Codacons: “Ispezioni rigorose negli ospedali”

Il Codacons: «Ispezioni rigorose negli ospedali»
 

ROMA«Bel gesto» quello del ministro della Salute Ferruccio Fazio, recatosi al policlinico di Messina per verificare le condizioni della puerpera di 30 anni e del figlio dopo una lite tra due ginecologi avvenuta in sala parto, ma il ministro «forse non sa che cose del genere, negli ospedali, sono purtroppo all’ ordine del giorno». Interviene così il Codacons , che ora chiede a Fazio «di ordinare ispezioni rigorose in tutti gli ospedali della penisola». «Troppo spesso – afferma in una nota il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – siamo costretti a leggere sui giornali di medici che fumano in corsia o addirittura in sala operatoria, di pazienti abbandonati a loro stessi lungo i corridoi senza la giusta assistenza e alcune volte persino maltrattati dal personale sanitario». Sperando che «l’ "apparizione" del ministro a Messina non sia solo un gesto simbolico fine a se stesso – conclude Rienzi – ci aspettiamo che Fazio vada a vedere come vivono i malati nei nosocomi del Centro-Sud, nelle corsie dei pronto soccorsi». «Al di là delle responsabilità dei singoli, su cui farà luce la magistratura, il gravissimo episodio verificatosi nella sala parto del Policlinico di Messina è conseguenza della situazione anomala in cui versava il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ ospedale». Lo afferma Benedetto Fucci , responsabile del filone d’ indagine sui punti nascita della commissione parlamentare d’ inchiesta sugli errori sanitari, commentando quanto denunciato dal direttore generale. «Nonostante la situazione di grave anomalia andasse avanti da anni, il direttore dell’ azienda ospedaliera – aggiunge – non è in alcun modo intervenuto, lasciando che la situazione degenerasse e si creassero così le precondizioni per episodi di inconcepibile gravità, come quello accaduto giovedì in sala parto». Il direttore sanitario, Giuseppe Pecorarao, ha riferito alla stampa dell’ esistenza di «un fenomeno incontrollato di medici estranei ai reparti e presenti per curare i loro interessi professionali privati». «Non può esser sottaciuta – conclude – la responsabilità della direzione del Policlinico che ha tollerato invece di denunciare, combattere ed estirpare, atteggiamenti che deprimono la professionalità medica e il servizio sanitario». Il caso di Messina è un episodio «gravissimo» che «dimostra ancora una volta quanto sia diventato difficile per le donne italiane avere un parto naturale, spesso scavalcato dal parto cesareo non per motivazioni sanitarie ma per cause esclusivamente economiche». Lo afferma Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige , Movimento italiano genitori. «Secondo gli ultimi dati riportati dall’ Istituto superiore di sanità, infatti – prosegue – l’ Italia presenta a livello europeo la più alta percentuale di cesarei arrivando nel 2008 al 38% di nascite con parto cesareo e questo può far capire la diffusione del fenomeno. L’ episodio di Messina – continua Maria Rita Munizzi – ha però superato ogni limite, arrivando a mettere a rischio la vita della partoriente e del bambino. Auspichiamo l’ intervento delle autorità per far luce sul caso ed evitare il ripetersi di episodi simili, oltre che delle azioni concrete per strutturare diversamente l’ amministrazione dei reparti di ostetricia».

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