Non pagano le rate, 10mila famiglie restano senza casa
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fonte:
- Il Giorno
– MILANO – CASSINTEGRATI , licenziati, lavoratori autonomi tartassati dalla crisi economica. Italiani e immigrati, ‘ a livella dei debiti non fa distinzioni. E così cresce il numero delle famiglie che non riescono a far fronte alle rate del mutuo. Secondo una stima di McLoan srl, società attiva nell’ intermediazione immobiliare e nella risoluzione di contenziosi con istituti di credito, sarebbero circa 10mila le case che rischiano di finire all’ asta per insolvenza del proprietario. Case ubicate soprattutto in periferia: via Padova, viale Monza, Corvetto, via Imbonati. Quartieri ad alta concentrazione di extracomunitari, ai quali, negli anni scorsi, le banche hanno acceso mutui con un po’ di leggerezza di troppo, per usare un eufemismo. Ora, dopo lo scoppio della bolla immobiliare, deflagrata due anni fa negli Stati Uniti, gli effetti del prestito facile si fanno sentire anche a Milano: «Ci arrivano cinquanta richieste di aiuto al giorno – confida Vincenzo Scida, Ceo di McLoan -. Noi cerchiamo di aiutarli a perdere il meno possibile». Basta saltare qualche rata e parte la segnalazione alle centrali di rischio, che forniscono al sistema bancario e finanziario informazioni sulla posizione creditizia dei clienti. I problemi veri arrivano quando si superano i sei mesi (prima la gestione resta in mano alle filiali): poi, la pratica arriva negli uffici contenziosi, che iniziano a inviare diffide di pagamento. Il passo successivo è il decreto ingiuntivo e il pignoramento dell’ immobile. E’ qui che interviene McLoan srl, che offre ai cittadini un servizio on line, «Mutuo Help», per affrontare insieme il problema: «Noi consigliamo ai clienti – continua Scida – di evitare che la casa vada all’ asta: meglio contrattare con la banca un’ uscita morbida». COME? Cercando di vendere l’ immobile, magari a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato. «Del resto, anche le banche hanno interesse a recuperare in fretta i soldi». Infatti, se l’ appartamento va all’ incanto, si rischia di incassare anche il 50% in meno: le aste vanno deserte e i compratori aspettano la svalutazione dello stabile prima di fare un’ offerta. Il Ministero dell’ Economia sta cercando di aiutare le famiglie in differenza: due settimane fa, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto n.132, che regolamenta il Fondo di solidarietà per i mutui per l’ acquisto della prima casa, previsto dalla Finanziaria 2007 del governo Prodi. I potenziali beneficiari dela sospensione dei pagamenti devono rispettare alcuni requisiti economici: titolarità di un mutuo di importo non superiore a 250mila euro e indicatore Isee non superiore a 30mila euro, ad esempio. Più altri parametri, che servono a circoscrivere il novero dei richiedenti: perdita del posto di lavoro, spese mediche improvvise, aumento consistente (20% in un mese o 25% in sei mesi) della rata per i mutui a tasso variabile. «Meglio dell’ accordo sottoscritto a febbraio tra Abi (Associazione delle banche italiane, ndr ) e rappresentanti dei consumatori – dice il Codacons -. Noi, infatti, non lo firmammo, perché era troppo restrittivo: l’ 80% delle richieste veniva rispedito al mittente». Al mittente vengono rispediti anche molti milanesi, che oggi chiedono alle banche il finanziamento per acquistare casa. Se tre anni fa bastava presentare la busta-paga del capo-famiglia per ottenere un mutuo sul 100% del valore dell’ immobile, nel 2010 gli istituti di credito sono molto più guardinghi. Così, la casa di proprietà resta una chimera per molte giovani coppie. «Prima su 100 domande ne accoglievano 90 – taglia corto Scida -. Adesso, è il contrario».
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