Se si passa il limite di spesa
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL PESO della cultura si fa sentire particolarmente sul portafoglio. Lo sanno bene i genitori dei ragazzi che il 14 settembre varcheranno le porte degli istituti superiori di Ferrara e provincia per la prima volta. Per garantire ai loro pargoli un’ istruzione con la ‘ i’ maiuscola, i cordoni della borsellino dovranno allentarsi inaie, libri, testi eluttabilmente. Una stangata che si ripropone ogni anno, un calice amaro che mamma e papà sono comunque disposti a bere pur di garantire ai loro figli tutti gli strumenti necessari per diventare grandi. Il salasso, nelle scuole che abbiamo preso come campione, varia tra i 487 (scegliendo i dizionari più costosi elencati) e i 225 euro e può ritenersi rappresentativo dell’ intera realtà territoriale. Abbiamo deciso di prendere in considerazione solo le classi prime, questo perché è proprio sulle matricole che gravano i costi più alti. Tra dizionari e libri che saranno poi utilizzati anche negli anni successivi è sulle famiglie degli studenti più giovani che si esercita la pressione maggiore. Stando alle liste disponibili sui siti web delle scuole o consultando la banca dati dell’ Aie (Associazione italiana editori) è possibile farsi un’ idea dell’ entità del sacrificio. Uno sforzo che non dovrebbe superare certi limiti. Dal 2008, infatti, sono stati fissati dal ministero dell’ Istruzione i tetti di spesa massima. Chi frequenta la prima di un liceo classico, ad esempio, non potrà spendere in libri di testo più di 320 euro. Allo scientifico l’ asticella scende a 305, mentre all’ artistico si arriva a 260. Per gli istituti tecnici si va da 310 a 270 a seconda dell’ indirizzo. Per i professionali, la cifra massima è di 270 euro, mentre il minimo è di 245. Il margine di sforamento m concesso è del 10%. La riforma Gelmini non ha ritoccato i limiti fissati dall’ allora titolare del dicastero, Giuseppe Fioroni. COSÌ RECITANO le disposizioni. Se i costi sostenuti dalle famiglie sono notevolmente maggiori è perché le quote non comprendono i libri facoltativi (o consigliati), l’ acquisto di eventuali dizionari e del corredo scolastico. Insomma, il ministero fissa una cifra, la scuola sceglie quali siano i libri assolutamente necessari e consiglia di comprarne alcuni di cui in teoria si potrebbe fare a meno. La pratica è poi tutta un’ altra cosa. Imparare il latino o il greco senza l’ aiuto di un dizionario è un’ impresa che risulta davvero difficile. Così come apprendere l’ inglese, il francese. il tedesco o lo spagnolo. Tra i libri che il più delle volte vengono segnalati come facoltativi ci sono quelli di educazione fisica, il cui costo generalmente si aggira sui 20 euro. Un modo per abbattere i costi è quello di rivolgersi al mercatino dell’ usato. Secondo le maggiori associazioni a difesa del consumatore, spesso in queso modo si arriva a risparmiare quasi il 50%. Se l’ istituto adotta una nuova edizione di un libro, il consiglio è di confrontare il testo nuovo con il precedente per accertarsi che effettivamente ci siano stati dei cambiamenti tali da giustificare la sostituzione. Spesso succede infatti che le differenze tra le due edizioni siano determinate solo dall’ aggiunta di qualche immagine o riferimento bibliografico. Le maggiori librerie della città offrono questo servizio, così come numerose associazioni ogni anno si organizzano per cercare di venire incontro a chi non può o ritiene ingiusto spendere quasi 500 euro per i libri di testo. Le istituzioni scolastiche possono comunque concedere, in relazione ai fondi disponibili, i libri di testo in comodato d’ uso gratuito agli studenti. PER QUANTO riguarda la realtà ferrarese, le cifre sono in linea con quelle delle altre scuole italiane. Non si registrano particolari picchi anomali. Le mazzate insomma non calano solo sulla provincia estense. Sulle 93 classi che abbiamo analizzato, quasi il 40% non rispetta i limiti fissati dall’ ordinamento. Secondo il Codacons, la stima a livello nazionale delle scuole che superano i paletti è quasi del 55%. Tra le novità introdotte per cercare di cambiare la situazione, c’ è l’ adozione di adottare libri di testo in formato elettronico o in formato misto. La prima soluzione (anche perché ritenuta scomoda o poco economica, vedi box) non è stata applicata nelle nostre scuole, mentre molte case editrici hanno cominciato a corredare i loro volumi con cd rom o rendendo disponibili sul web gli aggiornamenti.
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