21 Agosto 2010

I tre dubbi delle 27 associazioni

Italia libera da biotech ROMA. «Dopo le dichiarazioni equivoche del Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, chiediamo di fare immediata chiarezza in merito ai risultati delle analisi sulla presenza di Ogm in Friuli». E’ quanto afferma la "Task Force per un’ Italia libera da Ogm" composta da 27 organizzazioni – Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas e Wwf – nel chiedere al ministro di rispondere a tre quesiti sui risultati delle analisi condotte nei campi in Friuli. Questi i tre punti sollevati dalla task force. 1) Sono Ogm o meno i campi nei quali è stata autodenunciata la semina con mais geneticamente modificato proibito dalla legge italiana? 2) La presenza nei terreni confinanti di 15 campioni contaminati su 30 è una preoccupante enormità considerando che la contaminazione è avvenuta da un solo campo ed in solo anno. E’ necessario chiarire se le analisi sul mais coltivato in questi terreni sono state fatte sui nuovi semi o sulle piante? Ed inoltre quante piante sono state contaminate considerato che una pianta non è modificata in percentuale, ma è tutta Ogm o non lo è? 3) Sulla base di quale norma il ministro intende destinare alla ricerca i campi di mais risultati seminati illegalmente con mais geneticamente modificato vietato in Italia? Ovvero se ritiene che la sperimentazione possa partire dall’ illegalità?
 

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