Sosta selvaggia e auto negli spazi per disabili.
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fonte:
- La Sicilia.it
Ci sono i turisti in arrivo e in partenza, i catanesi che vanno in vacanza o tornano a casa, i cervelli (purtroppo) in fuga con una valigia piena di speranze, e i vigili urbani costretti al superlavoro per reprimere la sosta selvaggia davanti all’ area arrivi. E c’ è l’ atteso pienone del penultimo weekend d’ agosto, all’ aeroporto di Fontanarossa, scalo in crescita per volume di traffico e passeggeri, ora più che mai alle prese con i suoi problemi cronici, viabilità e parcheggi, gli ostacoli da rimuovere per dare le giuste prospettive di sviluppo allo scalo catanese. Nell’ area partenze, davanti ai check in e ai varchi di sicurezza per gli imbarchi, alle 17 del pomeriggio c’ è chi bivacca – ma solo perché in attesa di un volo che partirà in serata – e chi affronta attese più o meno lunghe in attesa del proprio turno. «Nessun ritardo, facciamo rientro a Roma questa sera, e dunque dobbiamo attendere ancora per qualche ora», dicono due turiste romane accovacciate davanti alle loro valigie. «Piuttosto abbiamo avuto qualche disagio nel trasportare i bagagli – aggiungono – perché quando siamo arrivate la scala mobile che dall’ ingresso porta all’ area partenze non era in funzione, mentre adesso vediamo che è stata attivata». Tra i passeggeri c’ è chi considera «fisiologico» sottoporsi a qualche fila, considerato il momento coincidente con uno dei maggiori picchi di traffico, e c’ è chi giudica insufficiente l’ apertura di tre o quattro varchi a fronte di centinaia di passeggeri che si affollano ai check in, con le conseguenti attese prima di sottoporsi ai controlli di sicurezza. «Finalmente è arrivato il momento delle vacanze, sono diretto a Olbia», dice Vito Frisina attendendo il suo turno. «In questo momento sarebbe necessaria l’ apertura di qualche altro varco, perché non ne bastano tre per tutti questi passeggeri». «Tutto a posto – dice Luca Rizzo – qualche minuto di attesa rientra nella normalità, sono diretto a Genova dopo una breve permanenza a Pozzallo, cittadina di cui sono originario». Un gruppo di turisti tedeschi ha il primo contatto con Catania, qualche secondo dopo l’ apertura della porta a vetri dell’ area arrivi: una folata d’ aria calda e i vigili urbani impegnati in una raffica di multe per sosta vietata, proprio laddove si ha la pretesa di parcheggiare e attendere amici e parenti, creando ingorghi da ora di punta alla circonvallazione. Un grande aeroporto è anche un luogo che mescola imprevedibilmente storie, destini e frammenti di vita. Davanti al check in del volo per Dusseldorf, tra i turisti che tornano a casa dopo la vacanza in Sicilia, c’ è anche un giovane «cervello» catanese, Andrea Bonanno, 24 anni. In valigia ha una laurea in Informatica conseguita al Politecnico di Milano. «La mia destinazione finale è Vancouver – dice – dove frequenterò un dottorato di ricerca in Tecnologie interattive». Un saluto ad Andrea, con un pizzico di rammarico per il suo futuro lontano da Catania, mentre l’ altoparlante richiama per l’ ultima volta i passeggeri diretti al Cairo. Il Codacons ha anche segnalato, dalle 18,30, attese troppo lunghe e proteste per il ritiro dei bagagli. All’ uscita ci sono un gruppo di tassisti con le braccia incrociate. «Ho preso servizio alle tre del pomeriggio e ancora nessuna corsa – dice Giuseppe Fisichella – abusivi e conducenti a noleggio ci stanno rovinando, mentre qui ognuno posteggia dove gli pare, complicando il nostro lavoro».
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