20 Agosto 2010

I prof soffiano sul caro-libri 50 euro in più a famiglia

I prof soffiano sul caro-libri 50 euro in più a famiglia
 

:::  ¦¦¦ UnasusetteinLazio.EunasuseiinLiguria, Piemonte e Toscana. A leggere le stime del Codacons, le scuole del Belpaese pare che se ne facciano un baffo del tetto di spesa per i libri imposto dalla Riforma Gelmini. E, nello stilare gli elenchi dei testi da adottare per l’ anno scolastico prossimo venturo, sforano la cifra massima in barba a quanto previsto dal Miur. Con buona pace, soprattutto, dei portafogli dipapàemamma: aGenova, peresempio, igenitori saranno costretti a mettere in conto una spesa non inferiore ai 400 euro. Ossia un centinaio di euro in più rispetto al dovuto. Secondo Federcosumatori l’ aumento, in media, è sui 40 euro, per il Codacons intorno ai 50. E il ministero? «Monitoriamo la situazione e, nel caso si scoprisse che il problema è legato anche ai rincari delle case editrici, prenderemo provvedimenti», spiega il ministro Maria Stella Gelmini. «E’ nostra intenzione aprire un tavolo con l’ as sociazione degli editori e, in caso di necessità, sanzionare chi non si adegua». IL RECORD NEGATIVO DEL LAZIO Più che delle case editrici, però, il problema sembra essere dei singoli istituti: secondo i dati del Codacons – che ha spulciato gli elenchi dei libri scelti per l’ anno scolastico 2010-2011 negli istituti di una quindicina di regioni italiane – a superare i tetti di spesa del Miur sarebbe tra il 50 e il 60% delle scuole. Tetti che, per il20102011, saranno gli stessi dell’ anno passato. Ossia: 286 euro per la prima media, 111 per la seconda e 127 per la terza. E intorno ai 300 euro per le superiori, con piccole variazioni a seconda degli indirizzi. Sopra queste cifre stanno però tanti istituti, da Nord a Sud: in Lazio superano il tetto il65% delle scuole e inAbruzzo il63 %. In Liguria il58%, in Calabria il62%, in Toscana il 50% e in Emilia Romagna il 57%. E ancora: a Milano e provincia, secondo l’ Ufficio scolastico meneghino, le scuole "spendaccione" sa rebbero addirittura 216. Ovvero, una su due. LE DEROGHE ALLA NORMA L’ adozione dei testi è disciplinata dal decreto 41 del Miur, datato 8 aprile 2009. L’ articolo 5 parla di «tetti di spesa (…) entro cui i docenti sono tenuti a mantenere il costo dell’ intera dotazione libraria di ciascuna classe». Ossia: il margine è questo e non può essere superato. Il che significa che i docenti di ogni classe devono stabilire insieme quali libri adottare e quali no. Sulla base dei conti – calcolatrice alla mano che devono rientrare entro il famoso "tetto". Nessuna deroga? «Eventuali incrementi debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10%», si legge. Ad integrare il decreto, la circolare 23 del4 marzo 2010. Che stabilisce che i volumi adottati valgano per cinque anni nelle scuole primarie e sei nelle secondarie e non siano modificati nei periodi previsti. Periodi "di garanzia" per le famiglie, che dovrebbero così avere la certezza che i libri non cambieranno, «salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze», si legge al punto b della circolare. Una specifica inserita dopo il ricorso al Tar del Lazio di un gruppo di docenti della Flc – il sindacato dei lavoratori della conoscenza della Cgil – che chiedevano la modifica del vincolo. Ritenendolo lesivo della possibilità degli insegnanti di scegliere liberamente gli strumenti di studio. Il Tar ha dato loro ragione, con la sentenza 7528/09 del 24luglio 2009. Sentenza che ha permesso l’ inserimento della deroga "di scelta" per i docenti. E il gioco è fatto. La stangata per le famiglie sarebbe, secondo i dati del Codacons, praticamente dietro l’ an golo. Oltre allo sforamento dei tetti di spesa, l’ associazione dei consumatori ha calcolato un rincaro annuale del 6%. «Ci aspettiamo che il Ministro Gelmini prenda provvedimenti in merito», ha commentato Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione. Che considera responsabile dell’ aumento delle spese per i libri anche l’ inserimento, da parte del ministero di viale Trastevere, di nuove materie nei programmi scolastici. Come, per esempio, la fisica al primo anno del liceo scientifico. Nonsolo: ilCodaconscontestaanchelapromessa del dicastero dell’ Istruzione di far scendere diun terzo, in tre anni, laspesaperlascuola. Dal Miur, però, a stretto giro è arrivata la smentita sugli aumenti. E la replica: «I provvedimenti introdotti permetteranno in tre anni un risparmio fino al 30%, anche grazie all’ in troduzione degli e-book e dei testi disponibili in tutto, o perlomeno in parte, on-line». AUMENTI SU TUTTA LA LINEA Del resto, il problema dello sforamento delle spese dipende dai vari collegi dei docenti. Dove ci sarebbero spesso dei veri e propri "duelli" tra prof per adottare un libro piuttosto che un altro. Della serie: «Se scegli quel volume di greco i costi salgono e io non posso avere il mio manuale di algebra». E così via. Secondo Federconsumatori, poi, a far spendere sarebbero non solo i volumi su cui i pargoli devono studiare. Ma anche il materiale – penne, carte, quaderni, righelli – che sono necessari ai rampolli per l’ anno scolastico. Cifra record quella calcolata: oltre 900 euro – 918 per esser precisi con un aumento del 4% rispetto al 2009. Con buona pace della cinghia da tirare.

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