13 Agosto 2010

L’ inflazione riprende a correre e compie un balzo dell’ 1,7%

L’ inflazione riprende a correre e compie un balzo dell’ 1,7%
 

ROMAIl caro benzina infiamma l’ inflazione, che a luglio riparte e balza al +1,7% dal +1,3% del mese precedente. Un salto netto che fa tornare di due anni indietro il livello dei prezzi. Serie storiche alla mano, per l’ Istat, infatti, si tratta del rialzo maggiore dal dicembre del 2008. Anche su base mensile, conferma l’ Istituto diffondendo i dati definitivi, si è registrata un’ accelerazione, da una situazione di prezzi fermi si è passati al +0,4%. Insomma, tutti segni "più" con il picco toccato dai carburanti, che trascinano su alte quote anche i trasporti. Mentre scendono ancora una volta i prezzi degli alimenti. Ricapitolando il salto in avanti di luglio è tutto merito dei rincari sull’ energia, con la verde che schizza a +8,9% annuo (+6,9% a giugno), segnando un +0,8% congiunturale, e il gasolio che corre ancora, attestandosi a quota più 13,2% (+13,3% a giugno), anche se cede lo 0,3% su base mensile. In generale è tutto il comparto energetico a riscaldarsi, con un aumento del 5,3% su luglio del 2009 e dello 0,8% su giugno. Il rialzo dei carburanti dà una spinta al settore dei trasporti che a luglio diventa ancora più salto, con un +4,6% (+1,1% su mese), in netta risalita rispetto al +3,7% di giugno. Rialzi che sicuramente hanno pesato sulle tasche degli italiani, vista la coincidenza con il periodo delle partenze estive, soprattutto se si guarda ai biglietti dei traghetti (+32% su annuo, +34,9% su mese), dei treni (+9,6% su anno, +0,1% su mese) e degli aerei (+8,2% su anno, +15,2%). Anche chi ha viaggiato sulle quattro ruote ha, però, dovuto fare fronte a prezzi più alti e non solo a causa delle quotazioni dei carburanti: i pedaggi autostradali hanno registrato un aumento del tendenziale del 6,5% e congiunturale del 3,7% (conseguenza di una disposizione della manovra ora bloccata dal Tar). In controtendenza gli alimentari, che hanno registrato un altro segno meno (-0,1% su anno e su mese), con cali significativi per la frutta fresca (-5,8% su anno -0,7% su mese). Guardando alle città, in particolare ai capoluoghi di regione, gli aumenti tendenziali più elevati sono stati segnati ad Aosta (+2,9%), Trieste (+2,4%) e Napoli (+2,1%). Un tasso d’ inflazione all’ 1,7% «comporta ricadute di 510 euro annui per ogni famiglia». Così Federconsumatori e Adusbef commentano il dato Istat sull’ andamento dei prezzi a luglio. Per le due associazioni si tratta di «un segnale di forte allarme», visto che «la crescita del tasso d’ inflazione appare in piena contraddizione con gli indicatori della situazione economica del Paese, tanto da destare forti dubbi circa la presenza di speculazioni, ancora più gravi ed inaccettabili visto il disagio sempre più evidente delle famiglie». Per i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, urge «un blocco dei prezzi e delle tariffe, che peraltro dopo un 2009 già ricco di aumenti si prospettano a causa dei mancati trasferimenti agli enti Locali forti lievitazioni in corso d’ anno». Sulla stessa linea il Codacons, che con il presidente, Carlo Rienzi, sottolinea come «l’ impennata del tasso di inflazione si tradurrà in una stangata, tra costi diretti e indiretti, pari a 500 euro a famiglia». Il Codacons, inoltre, aggiunge che benzina e gasolio «continuano imperterriti a salire, nonostante la discesa del greggio». Ora, incalza l’ associazione a tutela del consumatore, «il governo abbassi immediatamente le accise sui carburanti, in modo che le speculazioni non rovinino il Ferragosto degli italiani». L’ associazione ricorda di «aver annunciato, proprio ieri, denunce per associazione a delinquere finalizzata all’ aggiotaggio contro i petrolieri ed il ministero dell’ Economia, se i prezzi dei carburanti continueranno ad avere la doppia velocità».

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