La denuncia: a Milano riappare il racket del caro estinto
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fonte:
- La Nuova Venezia
MILANO. Personale addetto alle camere mortuarie che «consiglia» ditte di onoranze funebri fornendo numeri e indirizzi o, addirittura, che accompagna i parenti di pazienti fuori dalla struttura, fino ai loro uffici. E’ il video realizzato a Milano da «Sos Racket e usura» che denuncia l’ attività del personale delle camere mortuarie di due ospedali milanesi che favorirebbe alcune imprese di pompe funebri. Nei due filmati messi su internet dall’ associazione, si vedono in viso gli inservienti. «C’ è una mia zia che non sta bene, i miei cugini sono su in corsia, dicono che è questione di ore…» esordisce Frediano Manzi, responsabile dell’ associazione, che ha utilizzato una telecamera nascosta per girare il video. Gli addetti, pur precisando che non possono dare informazioni in merito, su insistenza del finto parente alla fine danno qualche indicazione: nomi delle imprese delle pompe funebri e numeri di telefono. In un caso l’ addetto alla camera mortuaria, in pieno orario di lavoro, si è tolto il camice e ha accompagnato il finto parente direttamente nell’ ufficio dell’ impresa. I filmati testimonierebbero un malcostume in quanto gli addetti alle morgue non possono dare alcuna indicazione sulle imprese di pompe funebri. I Nas di Milano, comunque, acquisiranno tutto il materiale dell’ associazione anche perché nel settembre scorso la polizia aveva scoperto un«cartello» di alcune aziende, in lotta con altre, per accaparrarsi i clienti: «Erano state smascherate – ha raccontato Frediano Manzi – le connivenze e la presenza irregolare di addetti delle pompe funebri dalla mattina alla sera nei cortili degli ospedali, gli strettissimi legami tra le imprese che lavorano nelle camere mortuarie e le società di pompe funebri». Il Codacons ha chiesto di «avviare indagini in tutti gli ospedali d’ Italia.
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