4 Agosto 2010

Il bracciale che “dà forza” nel mirino dell’ Antitrust

 

MILANO – Breve (ma redditizia) la vita felice del Power Balance. All’ apice di un successo insolito per una taglia tanto microscopica di silicone, il «miracoloso» braccialetto è da ieri oggetto d’ indagini approfondite da parte dell’ Antitrust per gli stessi prodigi che promette. Anziché di miracolo potrebbe trattarsi, più prosaicamente, di «pratica commerciale scorretta» della società che lo distribuisce (e lo promuove) in Italia. Così almeno sospetta l’ Authority. Il Power Balance è oggetto cult grazie alla sua leggerezza e ai tanti colori con i quali vienecommercializzato Secondo gli ispettori di Antonio Catricalà, insomma, c’ è la possibilità che il bracciale pubblicizzato per la capacità di «migliorare forza, equilibrio e capacità di coordinazione», vanti assai più di quanto possa mantenere. E che, invece, sotto gli ologrammi e il design d’ avanguardia (minimale e multicolore) si nasconda un comune accessorio, l’ ultima moda stagionale e l’ ennesima applicazione di una materia prima (gomma) economica e maneggevole, che offre lauti margini di guadagno. Nessun potere terapeutico insomma se non quello (indotto?) dell’ autosuggestione. Per scoprirlo occorreranno almeno quindici giorni. Secondo il comunicato diffuso dall’ Autorità per la garanzia del mercato e della concorrenza, «Power Balance Italy» e «Sport Town» che commercializzano il prodotto hanno due settimane per «inviare la documentazione medico scientifica a supporto delle proprietà pubblicizzate». Compresa, dicono dall’ autorità «l’ istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell’ individuo» che tanto colpiscono l’ immaginazione del consumatore-acquirente. Entro lo stesso termine dovrà essere provata «l’ assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall’ uso del prodotto». Reggerà allo schiaffo la fama del venerato accessorio? L’ esercizio del dubbio già s’ insinua tra i sostenitori di un tempo. Esibito come feticcio (a basso costo: tra i 30 e i 40 euro) al polso di divi della Formula 1 (da Rubens Barrichello a Giancarlo Fisichella), attrici e attori (uno dei primi è stato Robert De Niro), conduttori televisivi, sportivi (il campione di basket Shaquille O’ Neal) e calciatori (Ronaldo del Real Madrid e Lavezzi del Napoli), il bracciale ha di certo un suo potere commerciale. Certificato anche indirettamente dalle imitazioni e contraffazioni. Seimila esemplari erano stati sequestrati sulle spiagge di Rimini il mese scorso, vendute a prezzi dimezzati rispetto all’ originale. Da allora sul sito della Power Balance s’ erano diffusi consigli per distinguere l’ originale dalle contraffazioni. Il brevetto appartiene a due fratelli californiani appassionati di surf e con il pallino della medicina orientale le cui passioni favoriscono l ‘ i mmagi n e «new age» del cerchietto al silicone. Ora poi, accanto al bracciale, erano comparsi altri pendenti taumaturgici come medaglie e collanine. Tutti altrettanto felicemente piazzati sul mercato. «L’ istruttoria – si legge nel comunicato dell’ Autorità per la Garanzia delle concorrenza e del Mercato – è stata avviata in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti di chi induce in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti». «L’ ho provato e non ho avuto alcun effetto» confidava ieri dopo aver saputo della novità Walter Santilli, ordinario di Fisiatria alla Sapienza di Roma. «Me ne hanno portati dieci esemplari, tutti sperimentati su me stesso senza effetti» dichiarava il docente dando il via a una serie di testimonianze altrettanto scettiche. Con l’ apertura del fascicolo da parte dell’ Authority si profilano anche all’ orizzonte le rivendicazioni dei consumatori: «Abbiamo già ricevuto varie segnalazioni da parte di persone che hanno acquistato il "Power Balance" inutilmente» dice Carlo Rienzi presidente del Codacons che ora minaccia richieste di risarcimento: «qualora l’ indagine dell’ Antitrust dovesse rivelare comportamenti scorretti a danno dei consumatori – aggiunge Rienzi – chiunque abbia acquistato i bracciali in questione potrà avviare attraverso il Codacons le procedure per ottenere il rimborso di quanto pagato». Dalle sedi romane della «Power Balance» (una alla Camilluccia, l’ altra nella più popolare Tor Cervara) i telefoni, per ora, squillano a vuoto.
 

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