Buste di plastica Continua la beffa
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fonte:
- La Città di Salerno
• Il 31 dicembre 2009 doveva essere l’ ultimo giorno di vita dei famigerati sacchetti secondo quanto previsto dal comma 1130 della Finanziaria 2007 e quindi dal 1º gennaio 2010, in Italia, come nel resto d’ Europa, sarebbe dovuto scattare il divieto di produrli e commercializzarli, se realizzati con materiali non biodegradabili.Tuttavia, la manovra del 2007 ha avuto il "piccolo" difetto di non contenere i decreti attuativi necessari sia per stabilire i modi della messa al bando dei sacchetti, sia per definire le sanzioni agli eventuali trasgressori. La norma c’ era ma per poter essere attuata doveva essere in qualche modo "completata". Infine, per effetto del decreto legge Anticrisi, la messa al bando delle buste di plastica è stata rimandata di un anno, al 1 gennaio 2011! In Italia in un anno ne produciamo circa 300.000 tonnellate a fronte di un consumo annuale di quasi 400 a testa che fanno due miliardi in un anno, busta più busta meno. Sul riciclo poi meglio tacere: neanche 3 su 10 vengono riciclate, mentre dedichiamo allo smaltimento di quel che resta 200.000 tonnellate di CO2 con le quali ammorbiamo ulteriormente l’ atmosfera. Le ragioni per procedere con gli atti di legge e rendere effettiva la norma ci sarebbero tutte. Ma per qualche strana ragione preferiamo continuare a dipendere dal petrolio anche per fare la spesa, utilizzando 430.000 tonnellate di oro nero da trasformare in sacchetti. La politica è distratta e a oggi il requiem dei sacchetti di plastica è affidato alla buona volontá delle catene commerciali o di quei Comuni virtuosi come Torino o la vicina Pontecagnano che ha previsto sanzioni pecuniarie dal 1 settembre ai commercianti poco virtuosi. * Ufficio legale Codacons Campania.
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