24 Luglio 2010

Presto la sentenza su Isolabella

 

 Taormina. Potrebbe essere depositata in queste ore le sentenza del Tar di Catania relativa all’ ordinanza della Capitaneria di Porto su Isolabella, che era stata contestata dal Codacons ottenendone la sospensiva. Dopo l’ udienza, che era prevista per giovedì, il collegio giudicante si è riservato di decidere e, vista l’ urgenza di prendere una decisione, e dato che ci troviamo a stagione turistica già avviata, la decisione potrebbe arrivare presto, probabilmente verso la settimana entrante. La Capitaneria di Porto, dopo una prima battuta di arresto, ha visto il sostegno di due Enti. La Provincia regionale di Messina è intervenuta nel giudizio, proposto dal Codacons di Messina, e ha dato incarico all’ avv. Andrea Lo Castro a prendere parte all’ udienza prevista a sostegno dell’ iniziativa realizzata dalla marina militare. Palazzo dei Leoni ha seguito l’ indirizzo che era stato già intrapreso dalla casa municipale taorminese. Quest’ ultima aveva, infatti, dato mandato all’ avvocato Giuseppe Perdichizzi, esperto del sindaco Mauro Passalacqua, di seguire la questione relativa alla possibilità o meno di realizzare i cosiddetti "corridoi di lancio", che hanno lo scopo di garantire l’ entrata dei barconi turistici che erano stati contestati anche con filmati apparsi su "youtube". In effetti, questo era anche un indirizzo del Wwf, passato gestore della riserva naturale orientata, che si trova ubicata a terra e non certo nella zona a mare. Perdichizzi ha sottolineato questo aspetto ed ha, inoltre, sottolineato che l’ ordinanza della Capitaneria di Porto era inoppugnabile, poichè erano trascorsi i termini legge per farlo. Il caso è seguito dall’ assessore al Commercio, Nunzio Corvaja. Come si ricorderà, l’ ordinanza sospesa risultava essere leggermente più permissiva sull’ ingresso ai natanti. In sostanza, la nuova normativa riduceva, forse per questioni meramente tecniche, la lunghezza dei corridoi di lancio destinati, appunto, allo sbarco dei clienti dei barconi turistici ed attribuiva una zona di rispetto in cui i natanti potevano attraversare, rigorosamente al largo, la baia. Rimaneva tassativamente vietato, invece, l’ avvicinamento a terra con barche a motore se non nei percorsi delimitati. Si tratterebbe, comunque, di disposizioni dettate da naturali esigenze di navigazione e possibilità di collocare materialmente le boe, visto che i fondali, anche a poche centinaia di metri dalla costa, sarebbero risultati proibitivi per fissare i segnali galleggianti al fondo.
 

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