16 Luglio 2010

BRECCIA SU TARIFFE MINIME, CATRICALA’ BACCHETTA GOVERNO/ANSA

 
 
SI CDM AGLI AUTOTRASPORTATORI; CONFINDUSTRIA, PRECEDENTE GRAVE

    
   (ANSA) – ROMA, 16 LUG – Il presidente dell’Antitrust Antonio
Catricalà bacchetta le "contraddizioni" del governo su
tariffe minime e concorrenza. Terreno su cui si è aperta una
breccia con il sì del Consiglio dei ministri al decreto che
vara misure per l’autotrasporto, tra cui il ripristino di
tariffe minime anche per i contratti scritti. Che erano state
cancellate nel 1996. "Ora c’é il rischio che altre categorie
chiedano lo stesso privilegio, ai danni della concorrenza e dei
consumatori", avverte il presidente dell’Antitrust.
   L’Autorità per la Concorrenza si era mossa in anticipo
segnalando a Parlamento e Governo il rischio di introdurre
"restrizioni concorrenziali finalizzate unicamente alla
protezione dei livelli di reddito dei vettori". E dopo il via
libera del Consiglio dei ministri è arrivata la reazione di
Catricalà, che ha invitato il Parlamento a bocciare il decreto.
‘L’Antitrust auspica che il Parlamento non ratifichi" quel
testo: "Dopo avere annunciato una politica di liberalizzazioni
il Governo, contraddicendosi, ha varato oggi un decreto legge
sull’autotrasporto che nella sostanza ripristina tariffe minime
inderogabili, senza tenere conto delle ragioni del mercato",
dice il presidente dell’Antitrust. Diversa la posizione del
Governo. Le misure varate per il settore, non solo le tariffe
minime ma un pacchetto più ampio, sono utili – ha spiegato
Palazzo Chigi – per "tutela degli addetti e sicurezza della
circolazione", e "per rendere più competitivo il settore"
colpito da crisi economica e aumento del gasolio. Mentre Paolo
Uggé, presidente di Fai Conftrasporto giudica "inesatte,
assurde" le valutazioni dell’Antitrust, perché si tratterebbe
di "parametri minimi dei costi della sicurezza" e non di
prezzi o tariffe minime.
   Le misure varate dal governo sono previste un accordo
raggiunto a giugno al tavolo, governo, autotrasportatori, e
committenti (con il no di Confindustria). Escluse dal
maxiemendamento alla manovra economica, circostanza che ha
spinto gli autotrasportatori Unatras a preannunciare un fermo
dei Tir, sono poi state inserite in un provvedimento d’urgenza
predisposto dal ministro Altero Matteoli.
   L’Antitrust guarda oltre i confini dell’autotrasporto. Così,
temono in Piazza Verdi, si è aperto un varco su un fronte,
quello del no alle tariffe minime, sui cui l’Antitrust ha più
volte acceso un faro, dalla riforma forense a psicologi,
pubblicitari, geologi.
   Anche per Confindustria è "un precedente grave che apre il
fianco ad altre rivendicazioni corporative". Sono norme
"anticoncorrenziali", "il decreto non venga convertito in
legge", dicono gli industriali, che chiedono di "porre fine ad
una politica dell’autotrasporto impostata su sussidi e deroghe
normative". No anche dei consumatori: "il governo cede alla
lobby degli autotrasportatori", dice il Codacons.(ANSA).

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