POLITICA, CENA DA VESPA: ERA COMPATIBILE CON I DOVERI DEI GIORNALISTI DEL SERVIZIO PUBBLICO?
IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI E ALL’AUTORITA’ PER LE TLC
Il Codacons ha presentato un esposto alla Commissione di Vigilanza Rai e all’ Autorità per comunicazioni in merito alla famosa cena, tenutasi lo scorso 8 luglio, organizzata dal giornalista Bruno Vespa nella sua bella casa terrazzata a Trinità dei Monti. Ospiti illustri della serata Silvio Berlusconi (accompagnato dalla figlia Marina), Gianni Letta, il cardinale Tarcisio Bertone, Pierferdinando Casini, il governatore Mario Draghi e Cesare Geronzi, numero uno di Generali. Tra gli invitati anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che però non si è presentato a casa del conduttore.
La stampa ha diffuso con ampia risonanza la notizia di tale incontro, analizzando anche gli aspetti prettamente politici della cena, avvenuta in un momento molto delicato per il Governo e per gli equilibri interni alla maggioranza.
“Il signor Bruno Vespa è un famoso conduttore televisivo legato da un contratto di esclusiva con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni di informazione in cui vige il rispetto del principio del pluralismo – scrive il Codacons nell’esposto alla Commissione di Vigilanza Rai e all’Autorità per le Comunicazioni -Nell’esercizio della professione, i giornalisti non devono avere quale obiettivo principale l’acquisizione del prestigio e l’esercizio di influenze personali né utilizzare il loro ruolo per fini privati quali, come nel caso di specie, cene cui presenziano esclusivamente personaggi di un solo schieramento politico”.
Ci si chiede – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – se la cena organizzata da Vespa, visti gli ospiti illustri, sia compatibile o meno con i doveri che fanno capo ad un giornalista del servizio pubblico, obbligato a garantire il pluralismo dell’informazione nel rispetto dei telespettatori.
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