Niente più viaggi per il Ventaglio
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fonte:
- L`Unione Sarda
ROMA Per ora nessun cliente de I viaggi del Ventaglio, il tour operator dichiarato fallito dal Tribunale di Milano, ha avanzato richieste di assistenza. Al momento dunque, nessun turista italiano è rimasto in panne all’ estero. Ma il caso I Viaggi del Ventaglio, dopo aver messo sul piede di guerra le associazioni dei consumatori (che si sono scagliate contro la società colpevole, a loro dire, di non aver avvertito la clientela sul sito e di aver anzi mantenuto in home page offerte e promozioni) e dopo aver mosso la Consob (che sabato ha ricordato come la società fosse dal 2005 nella sia black list), ha fatto scendere in campo il Ministero degli Esteri. SARDEGNA Franco Turco, ex presidente regionale di Assoviaggi, spiega: «E’ il caso tipico in cui i clienti internet sono stati penalizzati, mentre chi si è rivolto a un’ agenzia si è salvato perché gli agenti avevano smesso da tempo di vendere i pacchetti di questo tour operator, giudicato a rischio fallimento. La cosa grave è che si possa ancora prenotare sul sito internet». LA FARNESINA Pronta a raccogliere richieste di assistenza da parte di italiani bloccati all’ estero a causa del crack del tour operator, che al momento non sono arrivate, la Farnesina ha infatti richiamato l’ attenzione su «l’ urgenza di istituire, con apposito provvedimento di legge, un fondo nazionale di garanzia per i viaggiatori». Si tratta – spiega il ministero – di una proposta di legge «più volte presentata su iniziativa del ministro Franco Frattini che ha l’ obiettivo di istituire un meccanismo che, dietro il versamento di un contributo minimo, intorno ai 50 centesimi, a carico di ciascun viaggiatore all’ atto dell’ acquisto di un pacchetto turistico, consentirebbe di prestare un’ efficace assistenza, fino anche al rimpatrio, dei turisti vittime dei fallimenti di operatori del settore». L’ ACCUSA Molto critico in proposito il Pd, che è intervenuto sulla questione attraverso Antonio Lirosi, responsabile consumatori, e Armando Cirillo, responsabile turismo. Il Fondo pubblico – affermano – «è a secco». E chiedono: «A cosa serve il ministro del Turismo se le risorse disponibili sul Fondo nazionale per gli indennizzi dei turisti truffati ammontano soltanto a 248.000 euro, cioè spiccioli rispetto alle necessità? Evidentemente il ministro è soltanto interessato a realizzare spot milionari per Magic Italy e a continuare a spendere per il costosissimo portale Italia.it (circa 30 milioni di euro stanziati nel bilancio pluriennale)». CODACONS Ha annunciato un’ azione di danno contro l’ Astoi, l’ associazione dei tour operator, colpevole di aver detto che «la situazione era abbastanza prevedibile» e di non aver «avvertito, tramite le associazioni dei consumatori, del rischio che si correva a prenotare con quella società».
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