9 Luglio 2010

L’ inutile appello degli assicuratori

Chiesta, invano, al governo la revisione della nuova tassa Doveva essere il tradizionale appuntamento del mondo assicurativo, con i classici dati sul settore, la sottolineatura dei dati positivi e di quelli negativi dell’ anno passato. Invece, quella del presidente dell’ Ania, Fabio Cerchiai, si è necessariamente rivelata una relazione in buona parte politica e fortemente critica nei confronti delle ultimissime decisioni del governo, che vanno a tassare il mondo assicurativo. Non è forse un caso, secondo alcuni osservatori, che ieri, nella sala dell’ Auditorium Parco della musica di Roma, il pure invitato presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, non si sia fatto vedere, per evitare sicure contestazioni. «Chiediamo al governo di mantenere le promesse, di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, siano essi imprese o famiglie», ha detto Cerchiai. «La pressione fiscale è già insopportabile», ha poi aggiunto, invitando l’ esecutivo a «tagliare la spesa pubblica» per trovare le risorse nella manovra. Cerchiai ha definito «davvero assurdo e di totale incoerenza» con l’ obiettivo di riqualificare la spesa pubblica l’ emendamento presentato mercoledì dal relatore Azzollini: in esso si stabilisce che per coprire alcune modifiche fiscali chieste dalle imprese e le nuove risorse per la sicurezza, «la variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita concorre a formare il reddito dell’ esercizio in misura pari al 90%». Dai calcoli forniti con la relazione tecnica si tratterebbe di un gettito stimato in 234 milioni di euro al 2012, una stangata per le imprese assicuratrici. «Con l’ emendamento», ha sottolineato Cerchiai, «verrebbe introdotta una tassazione del 2,75% sul totale della variazione delle riserve matematiche vita, che altro non sono se non debiti delle compagnie verso gli assicurati». Se l’ emendamento passasse, «le imprese di assicurazione sarebbero chiamate a pagare un’ imposta sui soldi dei risparmiatori e, oltretutto, si verrebbe a compromettere un mercato efficiente che garantisce sicurezza a milioni di assicurati. E’ contro ogni logica di rilancio dell’ economia del paese», ha aggiunto Cerchiai, «colpire il risparmio e, ancora più, il risparmio di lungo periodo. Intervenga il governo per porre rimedio a questo grave errore». Critico anche Fausto Marchionni, a.d. di FonSai. «Faccio fatica a comprendere la ratio, se non quella di prendere i soldi dove ci sono e dove è facile prenderli» ha detto. «Credo si faccia fatica a capire una politica economica di tal genere», c’ è una «mancanza di omogeneità e di trattamento con altri attori del mercato». A questo proposito, Marchionni ha fatto l’ esempio delle banche, che «hanno provvedimenti che le favoriscono». Critiche e appelli sono per altro caduti nel vuoto, visto che ieri pomeriggio l’ emendamento presentato dal relatore, Antonio Azzollini, è stato approvato dalla commissione bilancio del senato. Così, sono passati un po’ in secondo piano i dati del comparto, come emergono dal Rapporto dell’ Ania per il 2009. Per il terzo anno consecutivo si è verificato un calo in valore assoluto del volume dei premi Rc auto. In particolare, nel 2009 l’ ammontare complessivo dei premi è stato di 17 miliardi, -3,6% rispetto all’ anno precedente (-3,3% nel 2008), per un generale contenimento della dinamica delle tariffe da parte delle imprese. Il prezzo medio unitario della copertura è poi diminuito del 3,9% a causa della forte concorrenza tra le imprese. Secondo l’ Ania, negli ultimi cinque anni il prezzo medio dell’ assicurazione Rc auto si è ridotto dell’ 11,8%. Il dato è però stato contestato dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, secondo cui «il presidente Ania, Fabio Cerchiai, deve essere stato vittima di un colpo di calore particolarmente grave», altrimenti «non si spiegherebbero i dati irreali da lui forniti, in base ai quali il premio medio dell’ assicurazione Rc auto in Italia sarebbe sceso in 5 anni del 12%. Nell’ ultimo anno le tariffe Rc auto sono aumentate del 15% e la crescita abnorme delle polizze (175% negli ultimi 15 anni) è dimostrata anche dal confronto con altri paesi europei. In Germania una polizza Rc auto costa mediamente 222 euro, in Francia 172 euro, e in Spagna 229. In Italia, invece, il costo medio di una polizza Rc auto è compreso tra 900 e 1.000 euro». Tornando al Rapporto, il risultato complessivo del settore assicurativo italiano ha evidenziato nel 2009 un utile al netto delle imposte di 3,9 miliardi, mentre registrava una perdita di quasi 2 miliardi nel 2008. Il roe complessivo è stato pari all’ 8,6% (-4,7% nel 2008). Le imprese di assicurazione disponevano alla fine del 2008 di un margine di solvibilità di 45,7 miliardi, a fronte di un capitale richiesto di 20,2 miliardi. La raccolta premi è aumentata del 27,1%, contro il -8% del 2008 e del 2007. L’ aumento si è concentrato nei rami vita (premi +47%). I premi dell’ assicurazione danni sono diminuiti dell’ 1,9% (-3,5% nel 2008). Per quanto riguarda il valore corrente degli investimenti per le polizze danni e vita diverse dalle linked, alla fine del 2009 il 75% del portafoglio era investito in obbligazioni e titoli a reddito fisso, di cui circa i due terzi in titoli di stato; il 17% in azioni. Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze è stato positivo per 10,2 miliardi, mentre era positivo per 3,1 miliardi nel giugno 2009 e negativo per 6,9 miliardi nel dicembre 2008. L’ incidenza del saldo tra le plusvalenze e le minusvalenze sul valore di carico era pari al 2,3% per i titoli obbligazionari e al 4% per le azioni.
 

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