12 Luglio 2010

Un’ offesa

Un’ offesa ai volontari Le associazioni di volontariato impegnate a vario titolo in ospedale – quali l’ Avulss, l’ Avapo-Mestre e la San Vincenzo Mestrina – non possono restare indifferenti e silenziose di fronte alla dichiarazione del dottor Antonio Padoan riportata dal settimanale Gente Veneta (n. 24 del 19 giugno scorso) e raccolta a margine dell’ inaugurazione della struttura di accoglienza dell’ associazione Cilla: «Ora le associazioni sono fuori dall’ ospedale e mi trovo bene così perché il paziente e i suoi familiari devono essere lasciati in pace, non devono essere disturbati da persone che chiedono soldi o iscrizioni». Di fronte a queste parole si sentono offesi tutti i volontari che offrono aiuto materiale e sostegno psicologico sia ai pazienti ricoverati in ospedale e ai loro familiari sia a quanti qui vengono accompagnati per terapie ed esami. Ogni associazione infatti non improvvisa il suo servizio, ma impegna i propri volontari in corsi di formazione periodici e specifici che garantiscono uno stile di presenza discreto e che fa del rispetto della persona malata il suo cardine. Se il dottor Padoan ritiene di avere qualche osservazione critica specifica da avanzare in riferimento a casi precisi, saremo ben lieti di accoglierla e discuterne, per eventualmente correggere la nostra azione, ma sparare nel mucchio così per noi è inaccettabile. Conoscendo l’ impegno per la sanità del dottor Padoan, ci auguriamo che il suo pensiero sia stato travisato e che quindi vorrà, con la sua onestà intellettuale, esprimere chiaramente il suo punto di vista sul mondo del volontariato, espressione della ricchezza della società civile di questo nostro territorio, animato da principi umanitari da sostenere, non da infangare. Enrica Carabelli presidente Avulss Stefania Bullo presidente Avapo-Mestre Stefano Buozzi presidente San Vincenzo Mestre Il quartiere nel degrado Volevo segnalare lo stato di degrado in cui versa il quartiere Piave 1866 (via Gozzi via Cappuccina Rampa Cavalcavia) per la presenza di senza tetto vagabondi mendicanti che stazionano quotidianamente nella zona, utilizzando le poche aree verdi come luogo di ritrovo per gozzovigliare, ubriacarsi, rumoreggiare fino a tarda notte, per poi abbandonare ogni forma di immondizia lungo le strade. Il tutto rende a dir poco indecorosa la zona, che viene ormai presa d’ assalto da masse sempre più numerose di nullafacenti: vogliamo trasformare anche questa zona come via Piave? L’ anno scorso si segnalava il medesimo problema indirizzando un simile esposto anche al sindaco di Venezia, all’ assessore alla tutela del decoro della città e alla polizia municipale del Comune di Venezia; nulla da allora è cambiato, anzi la situazione è peggiorata con l’ apertura sempre più frequente di negozi gestiti da extracomunitari, non si potrebbe limitarne la concentrazione? La situazione ormai è nota alla cronaca locale, e questo non crea sicuramente una bella immagine alla città. Lettera firmata Mestre Chissà che arrivi la pensilina Dopo decenni Rfi Trenitalia hanno deciso l’ altro giorno di sostituire le due vetuste panchine con quattro di nuove. Chissà se sia la volta buona di vedere installate anche le pensiline che attendiamo da solo otto anni. In effetti ai pendolari servirebbero per ripararsi dalle calure di questo periodo e dagli improvvisi acquazzoni e dai frequenti ritardi dei treni che, se in stazione viene comunicato per esempio 10′ di ritardo, poi possono diventare 20 o 30 minuti. Luciano Ferri Codacons Quarto d’ Altino Grazie al reparto di Cardiologia Un doveroso ringraziamento al reparto di Cardiologia. Corrado Scarpa ringrazia con tutto il cuore il nostro ospedale Civile di Venezia, per essere sempre vicino a noi veneziani, pronto a intervenire presso i malati, specialmente quando si trovano in improvvise difficoltà e gravità. In particolare, da parte mia vorrei ringraziare pubblicamente il dottor Matteo Bottero, per la sua grande capacità di capire quali sarebbero state le cure mediche necessarie che sono state di grande utilità alla mia malattia. Ovviamente ringrazio tutto il reparto del Primario Prof. Gabriele Risica, l’ amorosa assistenza di tutto il personale sanitario e infermieristico.
 

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