LA SPESA DEGLI ITALIANI
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fonte:
- Avvenire
Marcegaglia: «Tornare a crescere»
Consumi, le famiglie tirano la cinghia: -1,7% E risparmiano a tavola
DA MILANO
T irare la cinghia. Per le famiglie italiane, in tempi di crisi, è diventato un imperativo. Risparmiare, tagliando anche sui beni primari, come gli alimentari, pane compreso. Così nel 2009, l’annus horribilis
per l’economia, secondo il rapporto Istat i consumi familiari sono calati mediamente dell’1,7%, con una spesa attestatasi sui 2.442 euro al mese. È la prima volta che negli ultimi dieci anni si registra una variazione nominale negativa. Se si considera che la variazione incorpora anche la dinamica inflazionistica, per l’istituto la riduzione è «alquanto significativa». Ad essere più oculati sulle spese, fra l’altro, non sono solo i redditi più bassi e deboli: dai dati emerge che la contrazione appare evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti. Come dire, anche i «ricchi» tagliano.
Se c’è un settore in cui fare piccole rinunce è quello alimentare: la spesa (461 euro al mese) è calata del 3% rispetto al 2008. «La diminuzione – spiega l’Istat – segue l’incremento osservato nel 2008, essenzialmente dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che aveva caratterizzato questi beni. La percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno precedente è pari al 35,6%». Il 63% delle famiglie «dichiara di aver diminuito solo la quantità, mentre il 15% di aver diminuito anche la qualità». E il 30% si affida solo a «promozioni». La contrazione a livello nazionale è essenzialmente dovuta alla diminuzione registrata nel Mezzogiorno, dove dai 482 euro si scende ai 463. Una modifica del carrello della spesa che preoccupa la Cia-Confederazione italiana agricoltori, ma anche Confagricoltura e Coldiretti («Ma la qualità resiste»). L’unico capitolo della spesa media mensile delle famiglie italiane a registrare un aumento è stato quello per combustibili ed energia: una crescita che si associa a un periodo invernale particolarmente lungo e rigido. In generale, nel 2009, la spesa non alimentare è rimasta stabile, a 1.981 euro mensili.
Un andamento che allarma i consumatori. Per il Codacons, il dato «è un segnale grave che dimostra lo stato di disagio economico in cui versano i cittadini e il dilagare di un crescente stato di povertà che fa diminuire gli acquisti». Per Federconsumatori, occorre ora «una manovra di risanamento e di rilancio». Preoccupazioni anche dal fronte sindacale. «C’è la necessità di sostenere la domanda interna per consumi ed investimenti», ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, che spinge perché il governo avvii «il grande capitolo della riforma fiscale». Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, infine, il calo dei consumi registrato dall’Istat «è un gravissimo problema» che deve essere affrontato tornando a crescere.
Primo calo in dieci anni La spesa media è di 2.442 euro al mese per nucleo L’allarme dei consumatori La crisi si è fatta sentire sui consumi delle famiglie italiane che lo scorso anno hanno tagliato soprattutto la spesa per gli alimentari
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