1 Luglio 2010

L’Anas fa il pieno di aumenti tariffari anche a Nordest

TRIESTE – L’Anas fa il pieno di aumenti tariffari anche a Nordest, imponendo dalla mezzanotte scorsa un millesimo di euro a chilometro su tutte le tratte autostradali, ma anche il "valore aggiunto" di una maggiorazione fino a 2 euro a chi esca o entri al casello triestino del Lisert. Ciò in forza dell’esistenza del raccordo che collega la A4 alla grande viabilità triestina. La misura è contenuta in un decreto legge collegato alla finanziaria dello Stato e riguarda la rete di Autovie Venete come – a Nordest – la Venezia-Padova, gestita dalla società Cav, Autostrade per l’Italia (con la A27 Mestre-Belluno e la A13 Padova-Bologna) e la "Serenissima" con la Padova-Brescia.
      Per chi non debba entrare o uscire a Trieste, l’aumento è unico e piuttosto contenuto (100 chilometri di percorrenza equivalgono a 10 centesimi), come per il resto d’Italia. Ma chi debba o voglia raggiungere il capoluogo del Friuli Venezia Giulia (e pensate ai serpentoni vacanzieri che stanno per muovere verso Slovenia e Croazia) passerà, se parte da Mestre, dagli attuali 7 euro a 8,4. Beninteso se è alla guida di un’autovettura. Perché se invece si tratta di traffico commerciale, per esempio il classico Tir a cinque assi, si passa fin da oggi dalla vecchia tariffa di 16,8 alla nuova di 19,8 euro: ben tre in più. Si dirà: almeno le concessionarie avranno maggiori risorse per migliorare la qualità delle infrastrutture e i loro livelli di sicurezza. Nossignori: tutti i soldi ricavati da questi aumenti dovranno essere versati all’Anas, alla quale il Governo trasferirà minori finanziamenti di pari entità rispetto a tali nuove entrate.
      Sensibili anche gli aumenti per le tratte di minore lunghezza. Per esempio, fra Udine Sud e Trieste: finora il conducente di un’auto pagava 2,40 euro, ma da oggi dovrà pagare 3,1 euro: maggiorazione chilometrica più "tassa" sul raccordo. La quale "tassa", almeno, non può superare il 25 % del pedaggio complessivo.
      Sempre fra Udine e Trieste un Tir passa da 5,90 a 7,euro. Queste maggiorazioni non hanno a che spartire nemmeno con la titanica realizzazione della terza corsia sull’A4 fra Quarto d’Altino e Villesse. Il piano finanziario predisposto da Autovie Venete per una spesa complessiva pari a 2,3 miliardi di euro (dei quali 1,780 con accesso al credito), prevedeva un primo aumento tariffario pari al 3 % fin dallo scorso primo gennaio e un altro aumento pari all’11 % dall’inizio del 2011. Ma entrambi gli adeguamenti, finalizzati a fare cassa come quelli previsti dal 2012 al 2017, sono tuttora congelati assieme all’intero piano: dopo la firma dell’Anas, mancano quelle decisive dei ministri dell’Economia e delle infrastrutture.
      Intanto si moltiplicano le prese di posizione contrarie al nuovo balzello, specie in Friuli Venezia Giulia dove il "prelievo" risulta doppio: «Si continua a ficcare le mani nelle tasche degli italiani», tuona in particolare il deputato friulano dell’Udc Angelo Compagnon. «Puntuali come orologi svizzeri i pedaggi aumentano in prossimità dei primi esodi estivi». Ma anche se "normali" gli aumenti non vanno giù a nessuno. Nemmeno a Roma, tanto che il sindaco Gianni Alemanno, nell’ipotesi di un casello sul Grande Raccordo Anulare, minaccia di «sfondarlo con la macchina». E il Codacons annuncia di ricorrere contro gli aumenti autostradali, al Tar del Lazio. «L’introduzione della tassa fissa di 1 o 2 euro ai caselli di interconnessione con le autostrade e i raccordi dell’Anas – osserva Carlo Rienzi, presidente nazionale – non rispetta il principio di progressività, in base al quale dovrebbe pagare di più chi percorre più chilometri. Per tali motivi chiederemo al Tar del Lazio di sospendere i rincari autostradali e definirli illegittimi».

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