28 Giugno 2010

CALCIO: VERIFICHE GDF SU MINI-SPOT IN PARTITE TV AD AUTORITY

CODACONS: BENE INCHIESTA, MA LA COLPA E’ DELL’AUTHORITY DELLE COMUNICAZIONI

La Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli su mini-spot trasmessi in tv durante le partite di calcio, segnalando presunte irregolarità all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. In particolare l’attività ispettiva era finalizzata a verificare il rispetto della normativa che vieta l’uso di mini-spot che coprono, in parte o per intero, le concomitanti azioni di gioco, disturbando la visione dell’evento da parte dei telespettatori.
Il Codacons plaude all’inchiesta della Guardia di Finanza, ma attacca l’Autorità per le Comunicazioni. In questi ultimi anni, infatti, per colpa di questa Authority, si sono consentite sempre maggiori degenerazioni in materia pubblicitaria, violando quanto un tempo era stato previsto dalla vecchia legge Mammì. Il Codacons non solo ha già denunciato queste pratiche all’Authority delle Comunicazioni, ma ha anche diffidato l’Authority perché intervenisse, senza però ottenere nulla.
Ecco quello che l’Authority dovrebbe impedire a tutela del telespettatore e che invece ha permesso in questi anni, contribuendo alla degenerazione:
1) Spot durante i programmi. Mini spot durante le gare sportive, come il motociclismo, oppure scritte pubblicitarie che invadono lo schermo durante la messa in onda di telefilm, pubblicizzando i programmi della rete. Pratiche contrarie allo spirito e alla lettera della vecchia legge n. 223 del 6 agosto 1990, come si desume all’art. 8 comma 2, in cui si stabiliva che la pubblicità doveva “essere distinta dal resto dei programmi”. Ovvio che se deve essere distinta dal resto del programma non può andare in onda durante il programma!  Il presupposto di una pubblicità legittima, infatti, è che lo spettatore durante la sua messa in onda possa cambiare canale e non essere costretto a subirla per non perdere una scena del programma che ha iniziato a seguire!!
2) Spot nel momento peggiore. Partite di calcio interrotte durante un’azione o film interrotti nel momento cruciale. Un tempo si evitavano accuratamente, oggi si cercano!
3) Troppi spot durante i film. Sono aumentati a dismisura, grazie a fittizie interruzioni fatte di mini telegiornali e previsioni del tempo! Assurdo!!!   Si ritorni alle interruzioni previste dalla Mammì.
4) Cartoni. Nemmeno di fronte ai bambini l’Authority ha avuto un occhio di riguardo. La legge Mammi all’art. 8 prevedeva che fosse vietato l’inserimento della pubblicità “nei programmi di cartoni animati". Ma si è voluto interpretare che il divieto vale solo se si interrompe un cartone e non se si inserisce lo spot tra un cartone e l’altro. Ma un programma di cartoni non implica più cartoni?
5) Volume. Non si era detto che era vietato innalzare il volume durante gli spot?
6) Televideo e Mediavideo. Possibile che anche durante la lettura delle pagine del televideo, fatte di lanci di agenzie di stampa, si debba interrompere la lettura con scritte pubblicitarie obbligatorie che impediscono la lettura!!!
7) Pubblicità ingannevole. Possibile che aziende già condannate per pubblicità ingannevole dall’Antitrust possano mandare in onda riedizioni degli spot incriminati senza un controllo preventivo da parte di nessuno? E non stiamo parlando di televisioni locali minori, ma di Rai e Mediaset.
8) Pubblicità occulta continua ad essere fatte dagli ospiti, nel corso di programmi tv.
 

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