Nucleare alla Consulta
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
L’annunciato ritorno al nucleare in Italia passerà al primo vaglio della Corte Costituzionale stamani, quando 11 Regioni che hanno impugnato la legge delega del 2009 spiegheranno i motivi secondo cui, a loro dire, quel provvedimento è da ritenersi illegittimo. Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Piemonte, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise hanno depositato da tempo i ricorsi che a Palazzo della Consulta saranno discussi in udienza pubblica (giudice relatore il vicepresidente Ugo De Siervo), quando prenderanno la parola i legali delle Regioni, l’avvocato generale dello Stato per conto della presidenza del Consiglio, e – se saranno ammessi – anche l’Enel e il Codacons.
Il neopresidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota, ha già annunciato che non porterà avanti il ricorso sul nucleare avviato dalla precedente giunta di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso. Annuncio, questo, di cui si attende la formalizzazione stamani. Il governo, attraverso l’avvocatura generale dello Stato, ha chiesto uno slittamento dell’udienza sostenendo che le cause dovrebbero essere trattate assieme ai ricorsi con cui alcune regioni (Emilia Romagna, Toscana e Puglia) hanno impugnato anche il decreto delegato dello scorso febbraio, attuativo della delega del 2009. Ma la Corte non avrebbe al momento accolto l’istanza.
La Corte Costituzionale dovrà fare chiarezza su quali competenze prevalgano nel settore del nucleare alla luce della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela dell’ambiente e della salute sono infatti di competenza statale, ma devono confrontarsi con le competenze regionali concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
