Brunetta stoppa gli statali tifosi “Ferie per vedere i Mondiali”
– ROMA _- «IL LAVORO è lavoro, il divertimento è divertimento». Dopo qualche mese di silenzio il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, torna a cavalcare il suo cavallo di battaglia preferito: la lotta all’ assenteismo. «Non ci saranno permessi per i dipendenti pubblici che vogliono vedere i mondiali di calcio in tv. Chi non può fare a meno della partita, prenda le ferie». La presa di posizione giunge in risposta alla domanda di un giornalista sul lungomare di Santa Margherita Ligure che gli chiedeva un parere sulla proposta del presidente degli industriali tedeschi, Dieter Hundt, di trovare un accordo mondiali di calcio, per dare un permesso ai lavoratori durante le partire del mondiale. BRUNETTA , ovviamente, risponde per i dipendenti pubblici, ma è chiaro che la sua visione ha una portata più generale e si può estendere ai lavoratori privati. «Vedere le partite dei mondiali in tv è svago, non è una malattia, non è un obbligo e non è neanche assistenza a un familiare in difficoltà». Sarà l’ aria di mare, lo iodio che sollecita le reazioni, fatto sta che il ministro non si tiene e amplia il ragionamento: «Non avrebbe senso concedere permessi per le partite di calcio, anche se sono i Mondiali. Siamo seri. E allora se uno è amante del cricket? O delle passeggiate?». Il ministro ha replicato anche a chi ha fatto presente che la durezza sui permessi potrebbe rivelarsi un incentivo a ricorrere ai certificati medici nei giorni in cui giocherà la nazionale: «Evitare che ciò accada sarà compito dei dirigenti che dovranno controllare». Chiamati in ca usa, i dirigenti, attraverso il vicepresidente del Cida Funzione pubblica, Antonio Zucaro, fanno sapere che il calo di presenze durante le partite dell’ Italia «non sarà di tale entità da giustificare provvedimenti restrittivi o autorizzazioni a priori. Magari forse qualcuno ci proverà a non venire a lavorare, ma noi controlleremo, come sempre». La possibilità che il problema dell’ assenteismo si ponga «soprattutto se l’ Italia andrà avanti», se lo è posto, invece, l’ assessore al personale del comune di Torino: «Se accadrà cercheremo di organizzarci e magari chiederemo per semifinale e finale di mettere maxischermi in piazza così potremo vedere la partita tutti insieme». LA PRESA di posizione del ministro ha preso in contropiede i sindacati. Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, è raggiunto all’ estero dall’ esternazione del ministro: «Ogni giorno ce n’ è una nuova. La politica dei permessi è applicata in tutti i paesi del mondo. E’ chiaro che un permesso viene concesso solo se non crea problemi al servizio. Credo sia questo l’ unico limite da porre al meccanismo dei permessi. Il tutto tenendo presente che le ore di permesso devono essere restituite lavorando di più nei giorni successivi». Il ministro ha però trovato una sponda nell’ associazione dei consumatori Codacons, anche se con una venatura ironica: «Il ministro ha ragione perché evita che si verifichino disservizi nel settore pubblico ai danni degli utenti. Tuttavia lo stesso Brunetta deve dare il buon esempio essendo il primo a lavorare anche durante le partite della nazionale», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ANCHE il ministro del Welfare, Sacconi si schiera con il collega Brunetta: «Ha ragione». Poi gioca con un doppio senso politico: «Molti di noi sono contenti di gridare Forza Italia ma si deve fare fuori dell’ orario di lavoro o prendendo le ferie». Il problema per gli statali tifosi accaniti si presenterà già lunedì, quando l’ Italia sfiderà il Paraguay, anche se – visto l’ orario (le 20.30) – la maggior parte degli statali sarà già a casa dal lavoro e potrà godersi la partita serenamente.
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